Friday, July 13, 2018

Pietrasanta - Chiara Martine Menchetti







II Parte

Quindi, quali sono i motivi che spingono un gallerista ad aprire una galleria a Pietrasanta?
Il fascino che aleggia in questa piccola cittadina è indubbio, tutto è in costante fermento, ma davvero questo è un motivo valido da spingere un gallerista ad aprire una sua “seconda sede”?

I fattori possono essere molteplici, e credo sia necessario partire dall’inizio, ma soprattutto dalla collocazione geografica, il clima vacanziero e spensierato dei collezionisti, che è fuori dubbio, favorisce l’acquisto delle opere d’arte. Pietrasanta non è il cuore della Versilia come potrebbe essere Forte dei Marmi, motivo per il quale il costo degli spazi espositivi e nettamente inferiore, questo è uno dei motivi principali. Inizialmente molte gallerie avevano la sede fra Viareggio e Forte dei Marmi, zone con un grande flusso turistico. Con il passare del tempo, l’interesse per Forte dei Marmi si è diretto verso la moda e il lusso, sono rimaste alcune gallerie, ma molte hanno scelto di trasferirsi a Pietrasanta, trovando spazi e visibilità diversi, con una clientela dall’interesse mirato all’arte.

Molti galleristi decidono di aprire la loro sede “estiva” a Pietrasanta, perché è una piccola città che ha mantenuto le proprie radici legate al passato e alla tradizione, ma che nonostante questo ha saputo accogliere le novità, senza mai perdere quella che è la reale essenza del territorio, mantenendo il fascino e l’atmosfera di fermento e creatività che aleggia.

Dal mio punto di vista questo clima unico favorisce il rapporto fra il collezionista e il gallerista, che diventa più rilassato e intimo, favorendo l’acquisto di opere d’arte.

Credo che il mercato in questo luogo sia atipico, in meno di un chilometro ci sono oltre 39 gallerie d’arte, provenienti da ogni parte d’Italia, con opere e concetti artistici totalmente diversi, ma tutte, in teoria, dovrebbero essere finalizzate alla crescita culturale e artistica di questo luogo. 

Tutto molto interessante, ma le gallerie di pregio sono veramente poche, c’è stato un proliferare di gallerie direi a dir poco imbarazzante, ad oggi se ne contano all’incirca 39, si possono chiamare gallerie d’arte? A me verrebbe da definirle negozi che vendono oggetti d’arte. Innesterò una polemica infinita, che a ben poco servirà. Queste gallerie/negozi contengono oggetti, che ahimè hanno ben poco a che vedere con le opere d’arte create da pseudo artisti, che si improvvisano tali. 
Mi domando (vi chiederete, ma questa quante domande si fa… e si me ne pongo tante) tutto questo va a danneggiare la vera arte, e il lavoro delle “vere” gallerie?

Dal mio punto di vista si, è molto dannoso perché le gallerie fanno un lavoro di ricerca e studio con i loro artisti, che sono tutt’altro che improvvisati, e purtroppo tutta questa improvvisazione non porta beneficio a nessuno, ma serve solo ad attirare un pubblico di disinteressati e soprattutto di persone che poco hanno a che fare con l’arte vera e propria.


Cari amici a voi l’ardua sentenza…

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