Saturday, July 7, 2018

Pietrasanta - by Chiara Martine Menchetti




Il marmo è il trait-d’union tra  la Versilia e l’arte: il pregiato marmo bianco statuario, che caratterizza le spigolose  Alpi Apuane, che da sempre, attira gli artisti in questi luoghi. 
Scultori illustri hanno trovato ispirazione da questa pietra: Michelangelo Buonarroti, Giambologna, il Tribolo, Vincenzo Danti, L'Ammannati e il Vasari visitarono a lungo questi luoghi. Tutt’oggi vi sono artisti provenienti da ogni parte de mondo: Henry Moore, Damien Hirst, Fernando Botero, Pietro Cascella, Kan Yasuda, Ivan Thimer, Igor Mitoraj Robert Indiana e molti altri.

Come si rapporta Pietrasanta al mercato dell’arte?

È chiaro che a Pietrasanta il rapporto con le arti ha radici storiche  e profonde, ma il sorgere delle gallerie d’arte è un fenomeno molto  recente. Le prime nacquero agli inizi degli anni Novanta. Questo è servito a far cambiare anche l’aspetto della città: Piazza Duomo, quella che adesso è la piazza principale e il punto focale delle attività artistiche e culturali, era un parcheggio, i negozi e le gallerie hanno preso il posto di vecchie botteghe di artigiani.
Non fu facile trasformare la città, anche perché gli anni Novanta non erano certo facili, e il mercato dell’arte era tutt’altro che propositivo, soprattutto perché tutto proseguiva a rilento e le incertezze erano davvero tante. Con l’arrivo del nuovo millennio ci fu un vero e proprio boom, moltissime gallerie decisero di aprire proprio in questa piccola città, l’intero centro cittadino è stato modificato sia dal punto di vista urbano che da quello culturale. L’industria del marmo, la tradizione della scultura funeraria, la presenza di atelier di marmo, fonderie di bronzo e altri studi, produzione che fa immediatamente pensare a uno stretto legame fra le gallerie e questo tipo di imprese.
La logica vorrebbe che le gallerie d’arte siano nate per colmare il vuoto tra la produzione artistica locale e il mercato, sarebbero, quindi, potute essere il naturale tramite con il cliente.
Inizialmente, con ogni probabilità, le gallerie potrebbero aver avuto un approccio sbagliato con la realtà locale, poiché non sono state in grado di adattarsi al contesto locale. Infatti queste Gallerie provenivano da altre realtà: Firenze, Milano, ecc., per loro questa è divenuta una seconda sede, e sinceramente, non credo siano state in grado di comprende quale fosse stata la reale l’esigenza di questo luogo dalle caratteristiche uniche.
Mi sono chiesta cos’abbia spinto queste persone ad aprire una galleria, sarei potuta arrivare a una risposta plausibile. 

Cosa rende Pietrasanta così speciale? Chi ha contribuito a valorizzare questa città, riuscendo a far evolvere il mercato e di conseguenza le gallerie d’arte?

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