Sunday, July 1, 2018

Gallerie e Musei - by Chiara Martine Menchetti

 
Il museo ha un approccio diverso con il mercato, si rapporta in maniera totalmente indipendente, ma nonostante questo sono in grado di influenzarlo in maniera incisiva.
Ogni artista auspica a esporre almeno una sua opera in una collezione museale, soprattutto perché credo sia una tappa obbligata nel percorso dell’affermazione della sua carriera.
 
Qual è il motivo per il quale ai musei viene data così tanta importanza?

Fin da sempre i musei hanno avuto il ruolo di custodi della storia, sono stati i conservatori del sapere e della nostra cultura, inoltre sono dei luoghi ai cui vengono affidati tutti i nostri tesori più importanti: il tempo, i ricordi. Questi sono i motivi per i quali tutti noi veneriamo e rispettiamo l’autorevolezza di questi luoghi, a nessuno di noi verrebbe mai in mente di mettere in dubbio la loro capacità di giudizio e di scelta.
Pensiamo agli Uffizi e ai Musei Vaticani, che sono i più visitati in Italia, attirano visitatori da tutto il mondo, che ogni giorno orde di “pellegrini” si trovano ad affrontare file interminabili per vedere capolavori, che fino a quel momento, hanno avuto la possibilità di vedere solo sui libri o in fotografia, uno spettacolo eterno che rimarrà impresso nella loro memoria per sempre.

I musei d’arte contemporanea si comportano allo stesso modo?

Per quanto riguarda il museo d’arte contemporanea la situazione è un po’ più complicata, poiché non possiede ancora la sacralità del museo storicizzato,  ma non può neppure essere considerato un luogo sperimentale dell’arte contemporanea, è dunque ancora in fase di ricerca di un’armonia. Non dobbiamo, inoltre, dimenticare la delicata situazione che vivono questi musei: la sua indipendenza da tutte quelle macchinosità che sono le questioni di mercato, la scelta delle collezioni, i curatori e i collezionisti. Solo rimanendo fuori da questi meccanismi, il museo può continuare ad avere il ruolo dominante nella valutazione e nel decretare l’importanza di un artista, diventando in questo modo lo scrittore principale di una storia, che fino a poco tempo era limitato solo a conservare.

Qual è il rapporto fra Gallerie d’Arte e Musei d’arte contemporanea?

Il rapporto fra Musei e Gallerie è quello di collaborazione. Per un gallerista e un artista vedere la propria opera all’interno di museo è un valore fondamentale, sia per l’artista che vede la sua carriera in crescita, e può considerarsi affermato, sia per il gallerista che vede aumentare oltre che al prestigio della galleria anche le vendite.
I musei acquistano opere dai galleristi ad un prezzo a loro appositamente riservato, molto spesso le opere gli vengono donate dal gallerista o dall’artista stesso.
Alcuni musei vengono fondati da personaggi famosi e multimilionari per riflettere i propri gusti e scelte artistiche, non è certamente un fenomeno recente, già nel Rinascimento i musei riflettevano i gusti di ecclesiastici e nobili. Un esempio contemporaneo lo abbiamo con le collezioni di J. Paul Getty, Frick e Barnes, Peggy Guggenheim.


Molto spesso, nei grandi musei di arte contemporanea, il giudizio non viene dato in modo oggettivo, ma viene “falsato” dal curatore in voga, o magari dal collezionista e molto spesso dal gallerista più influente, i lavori acquistati, molto spesso, sono perciò quelli appena terminati. Rimanere obiettivi non è facile, ma credo che inserire in una collezione museale artisti che sono di moda sia poco corretto, dal mio punto di vista si rischia di mettere a repentaglio la credibilità del museo e il suo criterio di giudizio che fino ad ora è stato inopinabile.




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