Tuesday, July 17, 2018

È sempre la stessa storia… storia delle storie da raccontare!


 
Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.”
(Confucio) 

Le vicissitudini delle arti passano attraverso le situazioni di vita degli artisti che sviluppano in prima persona le cose, gli eventi e i cambiamenti epocali.
È un indizio importante ciò che con la cultura delle immagini si arriva a percepire e a fare, non é mai da sottovalutare il potere della storia e della cultura generale che arriva di “prepotenza” ad insidiarsi nella storia.
Percepire la storia dell’arte é comprendere la storia dell’uomo, rimangono segni che lasciano lo spazio del momento che si vive, il corso degli eventi poi storicizzati sono pieni di simboli che ne tracciano spaio e situazioni.
Nel mondo contemporaneo, ad esempio, come non ricordare ciò che è avvenuto a partire dalla metà del Novecento con l’avvento della Pop Art, movimento che segna la ricchezza di una popolazione globale mass mediatica ed economica, così come la percezione di un’arte Programmata, Cinetica o Optical, spirito dei tempi, senza scordare la parte concettuale dell’arte Povera tra Informale e Materico.
La nascita di una identificazione storica ben precisa che, spesso, è scordata nello studio e nelle scuole per mancanza di tempo e si dà per scontato almeno l’ultima cinquantina d’anni che ci separano dalla storia.
Come si può pretendere di conoscere la storia attuale se non si comprende quasi nulla di quello avvenuto nel corso del secolo scorso? Sacra ignoranza, mai abbastanza invocata!
Ecco perché la storia é fondamentale: per conoscere il presente e gettare fondamenta per il futuro bisogna confrontarsi con il passato.
L’errore risiede nel non voler ricordare vuoi per mancanza di tempo, vuoi per pigrizia o per di necessità virtù!
Come si possono capire le scuole di pensiero di cultura e arte senza conoscerne l’origine storico? I lavori di molteplici street artist apprezzati e osannati ora in tutto il mondo e riconosciuti a livello globale e pubblico, condotti a status di valorizzazione civile e pubblica dalle istituzioni fondano le loro origini sul disagio e su una società multietnica e culturale che si sviluppo verso gli anni Settanta del Novecento a New York.
Artisti disadattati e fuori dai circuiti di musei e gallerie si ritrovarono a creare con nuovi mezzi quali spray e colori flou segni grafici che “graffiavano” la pelle della città, lasciando nei loro graffiti un corollario fatto di immagini misti tra segni primitivi tratte da origini arcaiche e incisioni contemporanee sotterranee fino a pervenire ai nomi di artisti finora anonimi imbrattatori dello spazio pubblico: A-one, Futura2000, Toxic, Jean Michel Basquiat, Keith Haring.
Come si possono capire gli artisti di oggi tra i quali Zed1, Blu, Bansky, Os Gemeos, Milo, Alessio B, Alessio Bolognesi, Tony Gallo, Kenny Random, figli di quel passato storico?
Le banane di Andy Warhol oggi sono un simbolo che arreda le pareti delle case o tutto si liquida e definisce come pop o minimal, ma sappiamo davvero da dove pervengono tali soluzioni?
Togliere la storia ad un popolo equivale a castrarlo, senza mezzi termini, togliere la libertà del pensiero? Facile! Cresci un uomo nell’ignoranza e imbottiscilo di stupidate mediatiche, social, dagli il superfluo come essenziale, coccolalo nell’inutile, ergilo a Dio del niente e togli la possibilità di leggere, di formare una propria opinione e il gioco é fatto.
Si comincia dalla storia: quando la si falsa e la si toglie non resta molto da fare se non sperare in una rivolta interiorizzata per non restare castrati a vita.
Credere di scordare il passato é il primo passo per il baratro di un uomo che si ritroverà senza una identificazione nel sapere da dove proviene il suo passato, in questo modo quali basi riuscirà mai a gettare per il futuro?
Mai scordare chi si é e da dove si proviene, significa rinnegare e rinnegarsi arrivando ad un prossimo annullamento di storia, cultura, identità.
Immaginiamo di cancellare tutte le foto di famiglia, i video, i piccoli souvenir, cosa rimane del ricordo di sé? Nessun pensiero passato, nessun avo da ricordare, nessuna traccia.
Niente.
È questo quello che si desidera? É questo il prezzo da pagare per il tempo che manca, per la noncuranza delle proprie origini? Puoi viaggiare per il mondo solo se porti una parte del tuo bagaglio personale, un seme da lasciare e coltivare.
La storia dell’arte è la simbologia visiva del passato che non si deve mai e in nessun caso dimenticare, ma valorizzare e capire per questo presente che si vive e che si nutre ogni giorno di aspettative per il domani.
Massimiliano Sabbion
 

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