Friday, May 18, 2018

Fiere d’Arte Contemporanea - Parte II - by Chiara Martine Menchetti


 
Cosa si intende per fiera d’arte contemporanea?
 
È necessario dare la giusta importanza alla parola “evento”, perché il percorso intrapreso dalla fiera è proprio questo. È doveroso prendere le distanze da quello che era il concetto iniziale come momento conviviale di festa paesana e semplice scambio commerciale, oggi è molto di più.
Dagli anni Settanta in poi le fiere sono viste come luoghi elitari e punti d’incontro mondani ed esclusivi, posti unici in cui il mondo dell’arte proveniente da ogni continente si incontra con l’intento di aggiornarsi, incontrarsi e fare buoni affari.
Il vero momento di cesura avviene nella metà degli anni Settanta quando fu fondata Art Basel che, a soli cinque anni dalla sua creazione, divenne una delle fiere d’arte contemporanea più importanti e influenti al mondo, ogni gallerista vuole parteciparvi e ogni collezionista attende con ansia  il vernissage.
Proprio con Basilea si tendono le fila di quelle che saranno le caratteristiche principali sulle quali si fonderanno tutte le più importanti fiere d’arte contemporanea future: grandi spazi aperti, ampi e asettici pronti ad accogliere grandi quantità di collezionisti e curiosi, ma soprattutto infinite opere d’arte. Credo, quindi, sia molto riduttivo e superficiale limitarci a pensare ad un semplice scambio di compra-vendita fra venditore e acquirente.
Su questa linea sono stati creati molti altri eventi in ogni parte del mondo.
I galleristi, che hanno visto il mercato dell’arte sempre più popolarsi da personaggi ingombranti, hanno dovuto trovare un metodo per emergere e liberarsi, trovando un canale più accattivante e attraente. In questo modo nacque l’esigenza spasmodica di creare questo tipo di manifestazioni.
In tutto questo non dobbiamo dimenticare il vero protagonista: il collezionista.
Il collezionista ama partecipare alle fiere, farsi vedere a questi eventi mondani, acquistare opere d’arte, è più facile paragonare i prezzi e si ha molta più scelta, viene coccolato e corteggiato dai venditori, invitato a feste esclusive, manifestazioni e molto altro ancora. È un momento speciale perché si fa di tutto per avere il pezzo più importante. La maggior parte delle vendite avviene durante le prime ore della preview. Quando la fiera apre al pubblico, spesso i migliori affari sono già stati fatti.
È possibile individuare tendenze e filoni di artisti emergenti, nonostante sia chiaro, che le opere esposte sono quelle commercialmente più attraenti.
Le opinioni per quanto riguarda l’acquisto alle fiere hanno diversi punti di vista, ovviamente la principale finalità è quella di vendere arte, per molti collezionisti non cedere alla tentazione è quasi impossibile e si trovano ad acquistare opere in modo frenetico e compulsivo. Approfittano anche dei benefici fiscali degli acquisti effettuati in fiere, soprattutto se ci si trova fuori dall’Unione europea, incentivo da non sottovalutare e di cui poco si discute.
Il numero sempre più crescente di fiere d’arte può essere rischioso e controproducente, perché il collezionista le può percepire come un grande centro commerciale e perdere la percezione che ciò che sta guardando è arte.
Chiara Martine Menchetti

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