Friday, May 11, 2018

Fiere d’Arte Contemporanea - Parte I - di Chiara Martine Menchetti


 
Le Fiere d’Arte Contemporanea sono divenute senza dubbio, nell’agenda di un professionista del mondo dell’arte, un momento di incontro e un appuntamento fondamentale: curatori, artisti, galleristi e soprattutto collezionisti per pochi giorni hanno la possibilità di incontrarsi in un unico luogo. Un evento speciale in cui si vendono e si comprano opere d’arte, il brulichio rapido di persone in fermento, un luogo in cui aggiornarsi e informarsi sui trend e su quelle che saranno le future tendenze artistiche, artisti emergenti che affiancano gli storicizzati, idee in fermento che si fondono per creare nuove tendenze, tutto questo è ciò che avviene in una fiera d'arte contemporanea.
Possiamo ritenere che questo tipo di manifestazione sia abbastanza recente, infatti, così come la conosciamo, si è sviluppata solo negli ultimi quindici anni, apportando un forte incremento delle vendite nel mercato dell’arte.
In realtà il fenomeno delle fiere d’arte ha origini ben più lontane, si hanno notizie, già nel lontano Medioevo, ma nel 1500 e primi 1600, prendono un carattere più internazionale, diffondendosi soprattutto in territorio francese e nelle Fiandre. Il loro equilibrio era molto precario e, ovviamente, non possiamo intenderle come gli eventi che conosciamo oggi, queste manifestazioni si limitavano ad un semplice momento d’incontro tra un venditore e acquirente, in cui avveniva un momento di scambio culturale e commerciale in cui si fondevano tradizioni e lingue differenti.
In seguito vi fu un forte calo dei mercati e una conseguente regressione a semplice fiera paesana; è probabile che uno dei fattori di crisi fosse provocato anche dall’avvento delle Esposizioni Universali, che divengono di importanza internazionale, la prima fu inaugurata a  Londra al Crystal Palace nel 1851.

Qual è la situazione oltreoceano? 

1913, è in questo momento che avviene la vera e propria rivoluzione per il mercato dell’arte contemporanea: Arthur Davies ideò l’Armory show, un’esposizione che farà da modello a tutte quelle che saranno le fiere successive.
Diverrà fondamentale per l’apertura di musei e questo sarà il luogo in cui nasceranno le maggiori tendenze e avanguardie americane e non solo. Davies sconvolgerà un’epoca creando un evento unico, per la prima volta nella storia americana esporrà opere impressioniste, espressioniste, cubiste.
Non c’è da sottovalutare la grande importanza che ha avuto questa fiera: quello di far conoscere l’avanguardia europea ad artisti locali, divenendo una fondamentale fonte d’ispirazione.
L’armeria del 69°Reggimento fu il luogo scelto per l’evento: uno spazio ampio, con un gran numero di stanze in grado di accogliere una grande portata di persone, luogo asettico, grande e anonimo, adatto ad allestimenti diversi e bizzarri ma soprattutto un pubblico curioso, rumoroso ed eterogeneo. L’Armory show diverrà il vero e proprio modello di quelle che saranno le fiere d’arte come le conosciamo oggi, ma si dovranno aspettare gli anni Settanta per vedere qualcosa di simile.
Chiara Martine Menchetti

No comments:

Post a Comment