Friday, August 25, 2017

4 - Che cos’è l’arte contemporanea?


 
Mai come quest'anno le cicale hanno cantato incessantemente al calore estivo, lanciando nell'aria tutta la loro gioia per il caldo che soffoca gli uomini e affievolisce i pensieri.
Proprio grazie a questa ondata di torrido calore, si è costretti a fermarsi, a compiere meno azioni e a fare in modo che i pensieri fluiscano in maniera più lenta e stanca, si impara così a guardare meglio ciò che ci circonda.
È il tempo adatto per rilassare il corpo e lasciare andare lo sguardo per assaporare questo momento in cui ci è chiesto di rallentare e imparare, almeno per un periodo dell'anno e godere di un silenzio ristoratore, accompagnato magari dai suoni composti del canto delle cicale.
Nella corsa quotidiana delle cose, i rumori si accavallano, le idee pullulano, i colori e le forme ci inebriano, ma il troppo fare poi si accompagna ad una indigestione di ciò che si vive fino ad arrivare a non apprezzarle per niente.
Seduto al bar con un caffè lungo lascio andare queste parole mentre ascolto tamburellando le dita su di un tavolino le incessanti cicale mai paghe del loro canto, aspetto un interlocutore con cui scambiare quattro chiacchiere, ma più semplicemente lascio fluire il tempo senza pensieri quasi a trovar ristoro dal caldo.
Mi accorgo come l'umanità attorno sia spesso poco attenta ai cambiamenti e alle realtà del quotidiano, la mia ricerca di che cosa sia l'arte contemporanea, si perde ad ascoltare distrattamente i discorsi delle mie tre vicine di tavolo, signore borghesi perfettamente cotonate e agghindate da sciarpine in seta e gioielli di una passata epoca.
Il loro profumo sa di biscotti all'anice, le loro pelli di borotalco e naftalina mista a lacca per capelli che arriva pungente fin sotto le mie narici. Parlano, parlano da sempre forse, con voci roche spezzate da sigarette, con vite vissute tra dolori nascosti, rabbie represse e felicità convulse.
Parlano.
Parlano del tempo afoso, dei nipoti avvocati o ingegneri, parlano delle amiche assenti con tono acido o ironico ben sapendo che la stessa sorte toccherà ad ognuna di loro quando non saranno presenti, parlano distratte e annoiate sorseggiando il loro caffè corretto.
Parlano.
Eccole qui sedute composte: una bionda, una mora e una rossa di capelli, colori accesi da tinture che coprono i capelli bianchi lasciando invece l'età che c'è, tre Grazie contemporanee avvizzite dal tempo e dalla noia.
Chissà cos'è per loro l'arte contemporanea? Forse è un quadro di famiglia passato di generazione in generazione e poi scordato in qualche soffitta. Oppure, l'arte contemporanea è rimasta un investimento sagace fatto dal marito, ormai defunto, che portò a casa per pochi soldi il quadro di un giovane poi rivelatosi un maestro del mondo contemporaneo, una facile via di investimento e di circolazione monetaria.
Magari per loro il mondo dell'arte contemporanea si è risolto solamente tra le mura di qualche spazio espositivo che è stato la sede di un'inaugurazione in cui tutta la società bene era invitata, quindi il solo e unico pensiero era rivolto solo a cosa indossare e a come apparire, a come essere presenti.
L'arte contemporanea forse per qualcuna è stata passione, qualcosa di travolgente da consumarsi tra le pagine di un libro, tra le sale di una mostra, negli occhi di un amore non corrisposto per convenienza e buona educazione.  
Sono distratto subito dopo da un cristallino saluto che interrompe ogni mio pensiero, il caldo afoso e il canto delle cicale felici mi riportano alla realtà.
"Ciao zia! Scusa il ritardo ma (un caffè macchiato freddo, grazie) ho dovuto girare dall'altro lato della strada per lavori in corso e non ho invidiato gli operai che lo fanno in questo momento con il caldo che c'è (quanto le devo).
Signora carissima la trovo sempre in splendida forma, zia parla sempre di lei (Ah un bicchiere d'acqua per favore? Naturale, fredda. Grazie.)"
È un maremoto di parole il nipote della signora bionda che, orgogliosa, guarda il nipote lanciando occhiate alle amiche, il ragazzo riesce a fare mille cose in un momento solo e ha tempo pure di gettare uno sguardo a me che osservo la sua scenetta con le tre Grazie sedute vicino, conclude poi  la sua ultima sorsata dal bicchiere d'acqua dicendo: "Tuttavia, signore, con questo caldo  siete più che dignitosamente perfette! Non reprimete però ogni vostra emozionalità", loro ridono gioiose di questo complimento un poco audace e sciocchino che sa tanto di presa in giro.
"Non reprimete però ogni vostra emozionalità", forse ha ragione, a volte per reprimere un'emozione ci vuole molta forza, per questo penso che l'arte sia solo condivisione e spazio di emozioni di qualsivoglia entità, ma niente affatto superficialità.
Oggi, con il caldo, accompagnato dal sudore che cola, dalle mani gonfie e dalla pressione bassa ho deciso di portarmi alla scoperta di altre emozioni in uno spazio adibito all'arte, un museo prima o una galleria non importa, ma voglio capire che cos'è l'arte contemporanea da chi la vive, da chi la insegue, da chi la ama e da chi la storicizza da un lato e da chi la vende e propone dall'altro.
Voglio vedere uno spazio dove si raccolgono opere passate che, a suo tempo, furono rivoluzionarie e contemporanee nell'epoca in cui si mostrarono, tra le sale di un museo è sempre bello viaggiare perché si impara ad andare oltre la superficie, oltre allo spazio fisico e, in mezzo all'arte che ci circonda, è facile lasciarsi prendere dall'emozione.
Vecchi volti ritratti, concetti esplicati in opere passate alla storia, esigenze primarie di atti rivoluzionari spontanei che si susseguono nei decenni, tutto questo è il museo che raccoglie, cataloga ed espone ciò che è stato il nostro passato, perché mi accorgo così che se voglio davvero capire che cos'è l'arte contemporanea devo prima di tutto conoscere ciò che vi è stato prima.
Una galleria è invece il luogo deputato alla diffusione delle idee nuove, della scoperta, della voglia di sperimentare e di essere presente.
Come posso pretendere di leggere il mondo quotidiano se non so le basi del mio recente passato storico? Ecco perché la conoscenza fatta di studio e ricerca è il primo passo per addentrarsi sempre più verso la risposta che, prima o poi, arriverà.
Quello che si compie è un viaggio che porta l'uomo oltre il sentire personale, tra l'immaginazione e la realtà, dove tutto si confonde e si ricrea, dove il passato con i suoi ricordi si mescola insieme a speranze, a visioni e nuove proiezioni.
È un po' come la situazione vissuta al bar, seduto a bere un caffè lungo, osservando tre Grazie vicino che discutono di passato e che hanno col tempo edulcorato e confuso il loro ieri, un trascorso che profuma di antico, ma non di stantio, ma ci si rinfresca l'anima con l'arrivo di un saccente e loquace nipote che risveglia dal torpore antichi sogni da rispolverare.
L'arte contemporanea è allora tutto questo? Uno spazio a cui si fa posto nel vecchio e lo si sovrasta e dimentica? Oppure se ne trae insegnamento per superarlo e continuare il lungo viaggio oltre la superficie?

FINE QUARTA PARTE

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