Friday, August 18, 2017

3 - Che cos’è l’arte contemporanea?


 
La città e il suo caos quotidiano, i ragazzi alle fermate degli autobus incollati sugli smartphone che attendono il bus, anziani con le borse che si riparano da un'improvvisa folata di vento alzando la sciarpa fin sotto al naso, un curioso signore che si incanta a vedere una foglia morente su di un albero che presto si staccherà e poi loro, un mendicante che avanza lento guardando di sottecchi, le grida visive rivolte agli occhi.
Cosa sono? Sono le immagini che si perdono nelle vie, sui muri, in appositi cartelloni piantati e disseminati in giro per le vie cittadine, silenziosamente accolgono lo spettatore con la forza dei colori, inebriano con le forme ed è tutto un pullulare di bellezza artefatta costruita solo per vendere e accattivare.
Ci si può distrarre facilmente, ci si può perdere in mezzo a questa contemporaneità che si fa prepotente e non ci si accorge così di perdere il bus o il contatto con il proprio vicino di fermata, capita… cosa? Di perdere il bus? No, di perdere il contatto con il proprio vicino, magari chiedendo se anche lui ha freddo, qual è stato l'ultimo libro che ha letto, giocare con gli occhi che non fissano uno schermo touche per almeno 30 secondi…cose così, naturali, che dovrebbero capitare in mezzo alla vita cittadina.
Rumori, suoni, rombi di auto, clacson, fumo, silenzio che si interpone tra il bip di un semaforo e bip censurato di un vaff… di un automobilista, musica che proviene da abitacoli su quattro ruote, musica nelle orecchie sparata dagli mp3, musica di sottofondo.
La città è graffiata, dai pensieri, dalle persone, e ovunque ne porta i segni, dall'atto vandalico, dall'incuranza del passante, dai veri segni sui muri della città, una pelle che viene impressa da anonimi street artisti che lasciano un segno di colore, una tag, un passaggio in mezzo al disordine.
Il silenzio sembra morto, che bello il caos! Fa sentire vivi e la città ti appartiene, graffia con la sua indifferente violenza, graffi per sopravvivere, per avanzare nella folla, per continuare calpestando ogni forma di solitudine, ogni paura recondita di chi avanza e i pensieri sembrano accavallarsi per ognuno diversi "non mi chiama mai ed è sempre online", "avrò chiuso la porta di casa?", " se quella fosse mia figlia un ceffone e via a casa!", "oddio spero che la prof non mi interroghi oggi che non ho completato gli esercizi", "mi chiedo come starà oggi, lo vedo sempre più debole", "mi sentirà appena arrivo in ufficio, non intendo fare un'ora in più di straordinario", "quella è pazza, non cederò mai ai suoi ricatti", "due zucchine, una carota, le patate, il formaggio…basta mi pare che poi sono a posto", "che cos'è l'arte contemporanea?" ah, questo sono io…
Camminando in direzione del centro storico cittadino prima di arrivare al selciato fatto di sampietrini e zone ztl, sono attratto da una piccola folla che guarda intenta verso il basso, persone che si sono distratte per un attimo dal loro affaccendarsi e dai loro pensieri si sono messe in cerchio attorno ad una figura e si sa, la curiosità non è mai paga se non la si soddisfa, così mi fermo anch'io per capire cosa guarda la gente che guarda.
Chino, tra i colori e i gessetti colorati, c'è un ragazzo molto giovane che sta riproducendo un quadro di Raffaello, la Madonna con la seggiola, un atto di tenerezza e amore di una madre per il figlio di pochi mesi che stringe al petto guardando lo spettatore, il ragazzo è un madonnaro e regala la sua arte, la sua capacità descrittiva al pubblico in strada in cambio di una conferma e pochi spicci per il suo operato.
Che cosa significa per lui fare arte? Cos'è il mondo contemporaneo oggi? L'arte è un viaggio della mente, nei pensieri, l'arte quindi per lui è letteralmente un viaggio visto che si sposta ovunque portando il suo messaggio.
Per un breve lasso di tempo l'arte ha condotto le persone a fermarsi, ad ammirare la bellezza, la tecnica, la maestria di questo ragazzo intento nel suo lavoro tra i commenti vari che si susseguono "è bravissimo…", "si, ma questo copia, non è un artista", "andare a lavorare no?", "è poesia quello che fa, leggero nel tocco", io mi piego quasi accovacciato all'altezza del viso del ragazzo, occhi chiari, pelle un po' bruciata dal sole, concentrato in quello che fa finché incrocia il mio sguardo e io sorrido e gli dico ciao, lui risponde con un timido ciao e riprende guardandomi ogni tanto.
Chissà che cos'è per lui l'arte contemporanea, per lui che si mette a disegnare e riprodurre il passato su un marciapiede che sarà poi dimenticato e spazzato dal tempo e dalla pioggia e del suo lavoro non ne rimarrà traccia…
Cos'è l'arte per lui? Cos'è l'arte per un artista? Poco dopo, seduto sullo scalino di un palazzo lì vicino davanti alla Madonna di Raffaello, tra la folla che passa e si ferma distrattamente e incuriosita a vedere il disegno riprodotto, divido una birra gelata e un panino con il madonnaro che risponde alle mie domande: "Che cos'è l'arte contemporanea? Per me è la possibilità di compiere un viaggio, continuamente, sempre! Visitare posti diversi, vedere gente differente, guadagnare la felicità di una salamella al sugo o un panino in due.
L'arte è la mia vita, sembra banale dirlo, ma cosa faccio senza l'arte? Non è questione di visibilità o di flusso economico personale, è una scelta. Chi resta a piangere in uno studio, chi tenta la strada comoda non aspettandosi che applausi può dirsi felice di che cosa sia davvero l'arte?".
La masticazione mi si arresta in bocca e il sapore del panino con la mortadella rimane sospeso non sapendo se continuare a masticare o deglutire, penso.
Penso che l'arte per questo ragazzo sia un'esperienza sensoriale a tutto tondo, ancora non sa cosa lo aspetta il futuro, ma per una casa con un mutuo da pagare, un'auto a rate, una famiglia con dei figli, un lavoro con orari d'ufficio, le vacanze al mare e l'ultimo telefonino da acquistare forse prima o poi arriveranno, per ora no.
Adesso per lui l'arte è la vita, e poi? Sogni utopistici, ma si vive per i sogni e si ha bisogno di farlo.
Ci sono posti, luoghi in cui comunque si passa dall'arte del sogno al sogno dell'arte, quali? La scoperta è proprio dietro l'angolo…
 
FINE TERZA PARTE


 

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