Tuesday, July 11, 2017

Passione: tormento ed estasi.


 
Ci vuole passione per riuscire ad arrivare fino alla fine di un percorso, costanza, impegno e fatica saranno ottime compagne, ma prima di tutto la passione.
La passione, causa scatenante che mette in moto la creatività, che aguzza l'ingegno, che crea contatti, che fa spostare le persone, che si arricchisce con la visita di nuovi luoghi, tutto si muove se a partecipare arriva il perseguimento di un risultato che ci si è prefisso.
La passione è, per citare un film del 1965 sulla vita di Michelangelo Buonarroti, "Il tormento e l'estasi" di ogni artista, in cui si accompagna spesso ad una furia creativa che sfocia nella rabbia interiore, dove la creazione è spesso una tortura: andrà bene? Potevo fare di più? Cosa penserà il pubblico? È quello che davvero volevo esprimere? È il percorso visivo che volevo ottenere?
L'estasi, è l'incantesimo che si crea quando l'ebbrezza del lavoro è terminata e bastano poi quei pochi istanti di godimento in cui il suo autore si bea del risultato, pronto però già al pensiero successivo per anticipare e superare quello che si è appena prodotto.
Senza la voglia di fare, senza la passione che spinge a migliorarsi, a sperimentare e a mettersi costantemente in gioco non ci sarebbe possibilità alcuna di nuovi risultati e nuove conquiste personali e collettive.
Il mondo dell'arte è sempre in interrotto mutamento, ad artisti susseguono altri artisti, ad idee nuove idee, ad un decennio storico un altro decennio storico, sempre mai scordando, ma superando e affiancandosi, a quello che già il passato ha fatto e detto: con l'arte non si arriverà mai alla parola "fine".
Così nell'arte si ha modo di vedere cosa l'uomo nei secoli ha prodotto, le immagini e le conquiste visive sono il terreno fertile per le conseguenti generazioni e il punto di base per una storia che si crea giorno dopo giorno.
Da Giotto che ha sdoganato e rivoluzionato il modo di vedere e concepire la natura e il realismo, da Masaccio che ha dato vita alle emozioni terrene, fino a giungere a tutti gli artisti rinascimentali che hanno lasciato l'impronta tra segno e colore quali Leonardo da Vinci, Michelangelo, Giorgione, Tiziano, Rubens, Caravaggio, solo per citare qualche esempio, perché si ricordano sempre in fondo i soliti noti e coloro che hanno dato la svolta al mondo avvenire.
Non vanno però dimenticati tutti quegli artisti minori che sono il vero motore dell'arte, quelli che hanno fatto da filtro tra i grandi linguaggi innovativi e il mondo passato, spesso anonimi e dimenticati dai più e dalla storia ma tanta parte hanno avuto poi invece nella diffusione delle idee e dei concetti di artisti così troppo grandi per essere capiti e fagocitati in una società non ancora pronta a riceverli.
I tanti giotteschi, leonardeschi, caravaggeschi e "maestri di" si sono disseminati nel tempo perché forse, per capacità compositiva e tecnica, non hanno avuto la stessa forza dei grandi ai quali si sono rifatti, ma hanno saputo però capire e cogliere l'essenza della novità e del moderno che stava pian piano avanzando.
Il discorso non cambia neppure con il mondo contemporaneo, dove gli artisti diventano il punto chiave per la lettura di tempi successivi: Paul Cézanne, ad esempio, definiva la sua pittura oltre l'Impressionismo in quanto con una tematica e poetica che sarebbe stata capita solo dalle generazioni successive come fonte ispiratrice del mondo del Cubismo e osannato da Pablo Picasso e i suoi compagni; Marcel Duchamp, padre putativo di tutto il Novecento concettuale che passa da Piero Manzoni a Maurizio Cattelan, acclamato e criticato per il suo modus operandi di concepire l'arte senza mai scordarne però significati e concetti anche quando l'arte fatta in maniera classica viene deturpata o alterata, provocatoriamente, come nel caso della Gioconda coi baffi  L.H.O.O.Q. del 1919.
La passione, i tormenti, le estasi, le osservazioni contemporanee degli artisti danno voce a proprie concezioni, visioni di perenni cambiamenti che si riflettono poi nel quotidiano, lasciando uno spiraglio per il futuro, per chi saprà cogliere un nuovo attimo con nuove passioni, nuovi tormenti, nuove estasi e nuove osservazioni.
Massimiliano Sabbion
11.07.2017

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