Tuesday, June 20, 2017

Il tempo perduto e il tempo ritrovato. La creatività che abbisogna di momenti


 
Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
(Lewis Carrol) 

Una corsa contro il tempo, ecco come potrebbe definirsi il lavoro di un creativo.
Il tempo, si sa, è prezioso e non è mai abbastanza a quanto pare, non esistono momenti di pausa o di creatività messa in stand by per poi ripartire, si produce ad ogni ora e spesso ad ore impensabili, in luoghi improponibili.
Le scadenze sempre più strette e vicine, le pressioni del tipo “devi farlo prima di ieri”, i contrattempi, i lavori che si accavallano tutti insieme, l’ansia da prestazione e la paura di non riuscire a portare a termine tutto…Un insieme di cose che fanno pensare davvero che basterebbe solo un giorno in più o al massimo un’ora in più per completare tutto quanto.
L’apprensione spesso aiuta a smuovere le cose e a far si che la produzione creativa sia in aumento e si arrivi a tirar fuori idee e pensieri che mai prima si pensava di produrre.
Il tempo quindi diventa una delle condizioni primarie per riuscire a completare e dare vita alle cose che necessitano di un certo periodo di decantazione tra ciò che passa nella mente dell'artista e ciò che produce, ma non è mai sprecato il tempo anche quando si passano le ore e i giorni davanti al vuoto assoluto, di fronte ad una tela bianca o ad un foglio di carta ancora intonso.
L’attesa non é mai sprecata nonostante ci siano pressioni per completare e finire il lavoro, l’intuizione e la creatività arrivano senza un perché, senza una somma di ore e minuti, si possono passare giorni interi nel cercare di capire le cose e nel dare forma alle idee, come ci possono volere pochi istanti e guizzi geniali per portare a termine un’opera senza precedenti.
Lucio Fontana con i suoi tagli riuscì a dar vita ad un gesto fatto con velocità e fermezza in concisi squarci che, in realtà, si sono associati poi alla velocità di un mondo sempre in costante cambiamento, eppure…eppure i suoi lavori racchiudono quanto il tempo sia stato prezioso, unico e motore di ricerca per l’uomo che ha saputo assaporare sia i cambiamenti epocali sia i cambiamenti soggettivi: l’uomo é in continuo divenire.
Il destino quindi esiste solo in capacità di trasformazione del singolo che si pone tra i suoi simili arricchendo o meno il tempo altrui.
É innegabile che lo stesso destino dia alle persone le carte con le quali giocare la vita futura, sta al libero arbitrio di ognuno poi fare le proprie scelte e saper come spendere e con chi il proprio tempo.
Per un creativo, per uno scrittore, per un musicista, per un artista, il tempo non sembra mai sufficiente, spesso si cerca di ottimizzarlo facendo più cose contemporaneamente con il rischio invece di produrre solo un grande caos.
Forse l’uomo si sente in dovere di produrre opere da lasciare negli anni e nei secoli successivi proprio perché ogni essere vivente é consapevole di avere una “data di scadenza” che gli consentirà una parte di immortalità nel futuro, per le generazioni future.
Tutti desiderano conoscere se il tempo speso oggi é stata una inutile perdita o invece un arricchimento totale proiettato al domani, l’incognita sta proprio nel riuscire a profetizzare le cose che accadranno, Andy Warhol in uno dei suoi più famosi aforismi disse come nel futuro sarebbero diventati famosi per 15 minuti, tutti noi quindi in un breve lasso di tempo per pochi istanti lasceremo l’impronta nel mondo, destino o meno da giocare, ruoli da porre o imporre, ma l’uomo contemporaneo prima o poi si ritroverà ad aver a disposizione uno spazio temporale così breve ed intenso per segnare creatività e popolarità.
I social network, le immagini che continuamente bombardano la nostra visione quotidiana, l’abbattimento di frontiere culturali, sociali, religiose, ideologie e distanze azzerate hanno contribuito a dare un valore diverso al tempo.
La creazione di un lavoro, di un prodotto o di un’opera avviene sotto molteplici aspetti cui il “tempo che si fugge tuttavia” reca in sé l’idea che “del doman non v’é certezza”.
Come deve essere speso il tempo per creare? Basta restare sopra ai fogli quando si scrive? Occorre riempirsi le orecchie di suoni per esplodere poi il tutto nella musica? É necessario sperimentare la forma e il colore nella visione di un pittore? Serve tutto e tutto serve, ma é indispensabile anche riuscire a spendere il proprio tempo in nuovi contatti, ampliare le proprie conoscenze, confrontarsi con le sperimentazioni altrui, vedere e guardare oltre lo spazio del proprio studio e, soprattutto, essere consapevoli che ciò che si spende non é mai tempo perduto, ma una ricerca continua ritrovata.
Massimiliano Sabbion
 

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