Friday, May 5, 2017

Vox populi, vox Dei. Culturalmente preparati alla libertà di pensare e diffondere.


 
Quali sono le sensazioni e le motivazioni che spingono una persona a scegliere di spendere il proprio tempo libero all’interno di uno spazio espositivo per vedere opere d’arte e artisti?
Prima di tutto il piacere della cultura, della conoscenza che non è mai paga, della curiosità che tutto smuove e soprattutto la voglia di confronto con l’arte che chiede di essere vista e diffusa.
Il piacere del bello, il gusto di ciò che reca felicità è un sistema che non si può ingabbiare, la libertà delle emozioni è pari alla libertà del pensiero, si aprono così sempre nuovi orizzonti.
La cultura è sempre più vista come bene superfluo a cui rinunciare ed eventualmente ridimensionare con tagli e proposte limitate, togliere la cultura ad un popolo è privarlo della libertà di espressione e della capacità di riuscire a riflettere senza condizionamenti esterni.
Siamo sicuri che solo quello che viene proposto per mezzo della tv, dei social network e delle varie forme mediatiche sia da annoverare sotto la voce “cultura”?
Spesso si ottenebrati da visioni distorte e fallaci quando si pensa che per essere famosi basta apparire in una serie di video su youtube e pubblicare poi un libro di memorie scritto da web star di neppure quindici anni che, sinceramente, non so quali epici episodi possano scaturire da un adolescente che si affaccia alla vita, è solo un capace sfruttamento economico ed ottima operazione di marketing poiché la letteratura ha comunque un altro sapore…
Nuovi mezzi, nuove comunicazioni, nuovo sentore di che cosa sia l’arte e la cultura, già il secolo scorso ha insegnato come si siano abbattute le frontiere quando si parla di pittura, scultura, fotografia, video, il mondo contemporaneo ha oltrepassato la soglia della classificazione e ha fuso le arti in molteplici raccordi di commistione.
La cultura si adatta ai tempi, ai cambiamenti, ma deve essere sempre stimolata e mai “stritolata” perché se sollecitata può portare nuovi risultati, nuove idee e nuovi pensieri.
È importante continuare a preservare il passato, poiché senza conoscere chi si è stati non si può progredire nel futuro, è essenziale valorizzare le menti di oggi che saranno poi il futuro e il domani sul quale puntare, l’arte non può diventare un ritaglio di tempo, né un hobby al quale rivolgere i week end liberi, l’arte è una professione, è fatica, è lavoro, è impegno, è sogno.
Il domani si costruisce, forse non si programma, ma lo si affronta con i giusti mezzi, in primis la scuola che deve insegnare certo, ma anche incentivare il valore e il rispetto per l’arte perché patrimonio e bene comune, perché tutti ne possano godere.
 La cultura porta valore aggiunto a chi la fa, a chi la costruisce e soprattutto a chi la vive; capita spesso che un evento, un artista o una mostra diventino il richiamo per la conoscenza e la curiosità è il traino per portare, per mezzo dell’arte, introiti economici, visibilità e consapevolezza di presa nel territorio con il quale si viene a confronto.
La ricchezza dell’arte si misura è vero anche con i dati statistici e l’impiego delle forze di investimento, l’arte porta cultura, porta valore, ma conduce a far girare un’economia che spesso è chiusa in se stessa senza possibilità di crescita in modo che si possa instillare un interesse che non sia solo relegato alla realtà locale.
Gli esempi? Piccole realtà di provincia nel nord est come Treviso, Brescia, Vicenza che sono state invase dal vento Impressionista offrendo alla città spazi e attenzione che da tempo erano sopite, così come la mostra recentemente chiusa ad Asolo dedicata ad Andy Warhol dopo trent’anni dalla morte dell’artista newyorkese che ha riempito le strade, il museo civico locale dove si è svolta l’esposizione, i locali e la cittadina già dimora di Eleonora Duse, riportando in auge il luogo come sede della cultura. Un museo che in anno conta all’incirca duemila visitatori è stato, per mezzo della mostra, visitato in poco più di un mese e mezzo da diecimila persone: il risultato è la crescita e riscoperta del luogo, del turismo, di un’impresa finanziaria che si incentiva.
Oltre all’attenzione posta per la mostra e l’evento che rimarrà un ricordo, ciò che resterà è la conoscenza, è la bellezza dei luoghi, è il sapore che ciò che è stato non sarà perduto, ma condiviso e ampliato ora e in futuro perché l’arte è condivisione, divertimento e apertura emozionale e mentale.
Scegliere di dare il proprio tempo libero alla cultura non è mai una perdita, ma un arricchimento tanto importante lo slancio verso il passato, tanto quello verso la contemporaneità perché non esiste la divisione nell’arte, ma la condivisione, sempre.
Massimiliano Sabbion

 

 

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