Tuesday, May 30, 2017

Invidia ad arte. L’imbarazzo di un mondo incattivito.


 
"Dietro l'orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti.
 E mentre andiamo attraversandone la frontiera,
già si va preparando la successiva, e così via, fino a pervenire alla costa dell'alba.
 La mia strada mi si dipana davanti e io non invidio nessuno che abbia raggiunto il traguardo.
Viaggio volentieri."
(Michael Ende) 

Basta.
Basta ad un mondo di malelingue, cattiverie, dicerie, situazioni imbarazzanti di cose non dette ma sussurrate. Basta alla violenza verbale, ai commenti acidi sui social network, allo spargimento di soprusi o di rivalità insana.
Basta!
Possibile che nel mondo dell’arte e della cultura più che spargimento di bellezza e di intelligenza ci sia invece una continua emissione di odio e di malignità? Bassezze che non portano a nulla, solo ad alimentare divari e cattiverie.
Artisti che lottano tra loro a colpi di derisione o poca stima per il lavoro altrui, critici che si contendono spazi e visibilità, curatori che deprecano o copiano allestimenti e scelte del prossimo…un campo di battaglia! Una guerra continua! Una strage culturale!
Perché?
Lo spazio per tutti è possibile, per qualsiasi forma di espressione e di arte, ognuno segue la propria indole e la propria sensibilità, chi trova il tempo di parlare male degli altri o si gusta il piacere di ostacolare in qualsiasi modo l’attività del prossimo non è degno di considerazione.
Davvero vi avanza tempo da spendere per ostacolare qualcuno? Non sarebbe forse più produttivo, più che immaginare e spargere zizzania, capire cosa succede attorno e come mai qualcuno sia migliore di altri, di noi stessi in primis?
Si può piacere o meno, i gusti sono differenti, ma finisce qui. Punto e basta!
Le visioni sono molteplici e i sapori in bocca esplodono in mille sensazioni mai uguali per ognuno, vedere per imparare è la prima regola, continuare a ragionare senza lordare nessuno, perché non serve…è inutile, tanto l’operato di ciascuno è davanti agli occhi di tutti.
Spesso le parole arrivano a ferire in maniera incondizionata, non ci si lasci quindi coinvolgere da sproloqui o da situazioni sui generis che ammazzano le persone a suon di tradimenti, con le sfaccettature che si dipanano tra  l'invidia, il disprezzo, la derisione, l’inganno, l’offesa, il dispetto, la superbia. 
Non serve. Non serve a niente.
Riempite piuttosto le vostre pagine Facebook di aforismi copiati, di gattini, di sorridenti selfie, ingannatevi con tramonti, gite al mare o in montagna, beatevi con scatti di cibo e piatti serviti al ristorante, discutete per qualsiasi argomento che sia degno di nota o deridetevi e prendetevi in giro allarmandovi per l’unghia spezzata della vip di turno, ma assolutamente non sprecate il vostro tempo a disquisire con rabbia del lavoro degli altri.
L’arte ha innumerevoli punti di vista, il bello sta proprio in questo possiamo assaggiare quante più proposte offerte e trovare sempre sapori non uguali ai precedenti, alcuni piacciono, altri risultano indimenticabili, altri ancora sono solo da scordare o non degni di nota: il gusto si affina solo assaporando e scegliendo, mai sputando sopra a quello che non piace…
Un popolo di tuttologi e di saccenti si nasconde dietro ad opinioni espresse e non richieste che alla fine minano il lavoro serio e la competenza delle persone chiamate in causa.
La convivenza tra le persone non è mai cosa semplice, far coabitare i pensieri e le passioni sotto un unico spazio ancora meno, a tutto ciò c’è rimedio? Forse no. Lasciarsi alle spalle la cattiveria espressa in modo gratuito non è semplice, ma possibile.
Forti non lo si è mai abbastanza per affrontare anche solo un commento negativo, lo scontro può portare in sé sintomi di assenza di creatività e curiosità e allora si diventa “roditori”, si aggrovigliano cattiverie come fili indistricabili, si macina rabbia e si raffinano distacchi sempre più ampi tra la critica costruttiva e la pura meschinità.
Troppo spesso si sente dire la frase “Io penso che…”, nessuno discute l’opinione espressa, ma prima di parlare e agire bisognerebbe forse fare raffronti, documentarsi, andare alle fonti e abbeverarsi del sapere per evitare di apparire ridicoli o, semplicemente, solo incattiviti e invidiosi.
Massimiliano Sabbion
 

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