Thursday, December 29, 2016

“Felice di piacervi e non”. In ricordo di Franca Sozzani


 
La semplicità è più difficile da creare della stravaganza fine a se stessa
(Franca Sozzani)  
 
Felice di piacervi e non” era il titolo di uno dei blog di moda più famosi gestito da Franca Sozzani, morta il 22 dicembre 2016 a 66 anni.
Perché questo titolo? Perché come lei diceva “Non si può sempre piacere a tutti e soprattutto non si deve”, infatti, piacere a tutti è altamente impossibile e improbabile, ma diventa anche uno stimolo a capire perché non si piace e a fare di meglio, non tanto per ricevere il consenso da chi già ci segue e crede, ma come sfida per far cambiare opinione sul nostro operato, si, magari non serve a nulla e chissenefrega, ma la sfida è sempre lanciata e dietro l’angolo.
Succede sempre, in ogni campo creativo, ci si sfida in continuazione in primis con se stessi, poi con il pubblico che diventa l’ago della bilancia su cosa piace e su quali consensi ricevere o meno.
Tutti cercano di inseguire uno scopo, un successo, una visibilità che faccia riconoscere e ammirare, che porti direttamente ad uscire dal buio anonimato, ma non sempre funziona.
Gli ultimi anni insegnano che anche il silenzio delle luci della ribalta porta con sé nuove scoperte e nuove mitiche figure che sono invece “famose per non essere famose”, tutto questo accade in una società dove si sgomita per essere sempre al centro dell’attenzione, come avviene ad esempio con il caso dello street artist inglese Banksy di cui nessuno conosce la vera identità.
Operazioni di marketing, che siano di successo o meno, fanno intuire che, per ottenere la tanto agognata fama, per la riconoscibilità e per arrivare nell’Olimpo della visibilità, sia necessario svendersi e scendere sempre e solo a compromessi, per poi condire il proprio tempo con colpi di fortuna e sgomitate, questo è l’errore principale in cui si tende a cadere!
Per andare avanti c’è invece bisogno di tanta forza, determinazione, fatica, pazienza e tanto studio da approntare per non lasciare tutto al caso e alle accuse sterili che arrivano poi da vari fronti o sapori amari che risulta difficile mandar giù:
·         Non è colpa mia ma loro” (loro chi??? Chi sono i fantomatici “altri”?)
·         Ci vuole solo fortuna nella vita!” (certo, la fortuna ha un ruolo importante, ma non è tutto…)
·         È dei critici, dei giornali, della tv e dei social che stroncano le opere sul nascere” (la visibilità ha i suoi scotti da pagare, il pubblico va educato alle cose, ma non sempre è pronto ad accettare ciò che si propone e non ha il diritto di essere preso in giro, ma di essere sempre e comunque rispettato)
·         Io sono un grande, solo che non sono capito” (volar basso con la propria presunzione e farsi una bella dose di umiltà è poi così tanto sbagliato?)
·         Io non seguo le mode” (che è diventato un modo di dire…di moda!)
I cambiamenti spaventano, sempre, coloro che portano l’alterazione al sistema, pure, le vere rivoluzioni partono da dentro con la voglia di cambiare e portare quel qualcosa di nuovo di cui si necessita, Franca Sozzani è stata LA moda in Italia, dal 1988, portando con Vogue Italia la sovversione, la rivoluzione, la contestazione ad un intero sistema.
Non bisogna mai avere paura di dichiarare ciò per cui si è nati, mai timore di esprimersi ed esprimere i propri talenti, Franca Sozzani non ha mai nascosto di essere nata per la moda: “Il successo ce lo si guadagna, oserei dire ce lo si inventa. Niente arriva per caso anche se la fortuna di cadere al posto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta agevola parecchio. Ma la sorte, si sa, è alterna. Non è proprio la base su cui costruire il proprio successo. Il talento, il tuo, è la vera forza.”
La fortuna passa, le mode si reinventano, le persone cambiano, l’esperienza si accumula e si impara dai propri errori, ciò che si affina e non cambia sono le proprie capacità e la creatività.
Pablo Picasso sarebbe comunque diventato Pablo Picasso perché la genialità non si ingabbia e non si ferma, la fortuna, i tempi, le persone conosciute sono state il giusto corollario per l’artista, ma la creatività e le sue opere sarebbero state un punto di riferimento continuo per l’arte contemporanea in ogni modo.
L’affanno continuo porta a generare ansie, prestazioni mancante e disillusioni, ma come diceva Franca Sozzani: “La fama quella vera, deriva dalle capacità vere, dall’avere fatto cose vere. Questa è la vera fama.”
Già, questa è la vera fama, “ma qualche volta, per favore, give me a break.”
Massimiliano Sabbion
 

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