Tuesday, September 20, 2016

Il tempo passato dell’estate perduta. Creatività a fine stagione


 
La fine di una stagione corrisponde sempre con l’inizio di un nuovo periodo, chissà perché l’avvio di un ciclo stagionale arriva poi a decretare un passaggio epocale tra quello che si è vissuto prima e quello che si vive dopo.
Solitamente, per molti, la fine dell’estate coincide con l’inizio di un anno lavorativo nuovo e, vissuto da molti, in una ciclicità che ben si sposa con la vita degli studenti che vivono ogni volta una fase di cambiamento: si cominciano scuole diverse, si incontrano persone differenti, compagni di classe, insegnanti, materie e si attua una crescita e una ricerca che si spalanca alle novità e ai nuovi propositi.
Dopo l’estate si falsano tanti giuramenti: ci si ripromette di mantenere l’abbronzatura, di perdere i chili in eccesso, di ricominciare una vita diversa, di porre le basi per un lungo periodo invernale che sarà compagno di pensieri e conoscenze.
Il vero cambiamento, emotivo e non solo, sta nel mutamento che si sussegue: ci si aspetta sempre qualcosa di buono quando si parte con buone idee e trasformazioni.
Un po’ la fine dell’estate tende alla malinconia, si passa ad un salto umorale che perviene dalle giornate piene di sole e aria che hanno ricaricato le energie e le aspettative, ad una concezione angosciosa di quello che verrà.
Comprensibile la paura, evidente i timori di guardare avanti… si stava cosi bene in riva al mare o a camminare in mezzo alla natura tra le montagne, tante cose che non ritorneranno più ora come assaporare un gelato nella frescura della sera, leggere un libro con le finestre aperte, passare le serate tra le stelle con gli amici e una fetta d’anguria… già, bello vero? E poi? Cosa sarà quando l’estate chiuderà le sue porte? Quando le giornate si accorceranno e incupiranno?
Nulla! Si prosegue senza melanconia, ma con la consapevolezza di non abbandonarsi a incertezze e ansie per il futuro, semplicemente si va, si va avanti…
Questo capita nella quotidianità a tutti noi, ecco perché ognuno “sente” la fine in maniera diversa, chi con un atteggiamento tragico, chi invece in modo spensierato e scanzonato, chi invece rimanendo impassibile e indifferente, ognuno reagisce in maniera diversa.
Nell’arte e in generale chi si trova ad effettuare lavori creativi, questa “fine” è molto spesso recepita come la conclusione di un atteggiamento creativo passato a favore di nuove sperimentazioni, si vivono stagioni e ciclicità molto frequentemente.
Serie, stili, sperimentazioni, si rivedono nelle opere di molti artisti, si pensi, ad esempio, a Pablo Picasso che è passato dal Periodo Blu al Periodo Rosa, prima di approdare al Cubismo e cambiare così la storia; oppure a Marcel Duchamp che smise di dipingere per trovare un mondo ludico di oggetti ready-made.
Così avviene per tutti quei creativi che sentono poi esaurito un percorso, è una fine dell’estate creativa che lascia il posto ad una nuova stagione, un inverno che sboccerà poi nella primavera e in una nuova estate, diversa da quella precedente dove, conclusa la stagione, l’uomo e il l’artista continuano e perseguono una nuova strada.
Molteplici sono gli artisti che desiderano seguitare e sperimentare, non adagiandosi nella culla dorata che li ha portati alla fama, ecco allora eccellenti pittori trasformarsi in scultori per esigere e capire la materia, come capitò a Edgard Degas e Pierre-Auguste Renoir a cui la sola pittura per “cogliere l’attimo” non bastò più; autori di videoarte che sentono arrivato il momento di produrre una storia non solo per mezzo di frame o immagini, ma attraverso cortometraggi o lungometraggi rivolti al grande pubblico e non solo agli addetti del settore come nei casi di Michel Gondry e Shirin Neshat.
L’elenco è lungo, come lunga e prolifica è la fantasia, ciò che rimane è forse un po’ la nostalgia delle cose passate, come nel ricordo di calde serate estive, illuminate dalle risate di amici e lucciole a rischiarare la notte: un sapore lontano non è mai certo un rammarico, si va, si prosegue e si crea, si crea oltre.
Passano le stagioni, si susseguono le mode, gli artisti e le ricerche approntate decadono e seguitano, si denota quello che è stato e si parte verso un nuovo tempo, una nuova fase.
E ora? È tempo di saluti, ciao estate, benvenuto autunno…

Massimiliano Sabbion
 

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