Wednesday, August 3, 2016

Sogno di una notte di mezza estARTE (PARTE I)




Finalmente!
Finalmente seduto, qui, in questa comoda poltrona, dopo una lunga giornata passata a parlare con gli artisti, sentire i pensieri esternati e le cose che hanno da dire, le loro idee, i loro sogni, le opere che vogliono proporre e i confronti con altri artisti, altre idee e altri sogni.
Poi dalle parole dette agli scritti letti: presentazioni, critiche, qualche sms sul cellulare, un paio di mail e commenti in Facebook, qualche post di immagini, un piccolo cuore e like in Instagram e il tempo scorre.
Un poco fiacco si, lo ammetto, il caldo afoso e appiccicaticcio di questa giornata estiva si attacca alla pelle e fa scivolare lentamente la stanchezza che, a contatto con l’aria condizionata del posto dove mi trovo mi rilassa e mette tranquillo.
Sono q ui, in questo luogo silenzioso dalle luci soffuse e circondato da opere d’arte, da quadri e sculture, dove sono? Mi trovo all’interno di una galleria d’arte, seduto, in attesa di fare poi una chiacchierata con la proprietaria che si è assentata un attimo, ma che presto tra le risate e le battute porterà la sua energia e allegria a risvegliare i muri sopiti e a scatenare la creatività.
Passo del tempo a pensare alle cose che ci diremo, osservo le nuove opere esposte di giovani artisti alternate a tratti riconoscibili di artisti storicizzati che qui trovano il giusto collocamento, sfoglio un catalogo di una delle tante mostre che sono state fatte nel corso degli anni e che sono messi a disposizione del pubblico, mi soffermo sulle foto e sulle descrizioni di ogni opera e attendo rilassato in questo luogo.
Mi ritrovo a leggere il percorso fatto da questa galleria, un sito che ha visto passare sogni e artisti, un posto che ha creduto nelle persone e che ha aiutato il bello a farsi strada attraverso scelte coraggiose, collaborazioni, nuovi arrivi e vecchi addii: galleria Vecchiato Arte, Padova “…nucleo galleristico fondato nel 1986 da Dante Vecchiato, tra gli artisti esposti  i maggiori esponenti dell’arte italiana del XX secolo: Mario Sironi, Massimo Campigli, Afro, Alberto Burri, Emilio Vedova e Lucio Fontana.
La ricerca si apre inizialmente agli artisti storicizzati partendo dagli esponenti del Nouveau Réalisme (Cèsar, Arman e Christo, Daniel Spoerri) e dell'Informale, con personali di Tancredi, Santomaso, Afro ed Emilio Vedova.
Già nel 1991 una grande personale dedicata ad Andy Warhol che poi si ripeterà con grande successo nel 2006.
Si susseguono nello spazio espositivo artisti quali Matta, Lam, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Ottone Rosai, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Piero Manzoni, Roberet Rauschenberg, Michelangelo Pisotletto, Domenico De Dominicis, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Fernando Botero, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring.
Ricerca e impegno con artisti scoperti e lanciati dalla galleria quali Cesare Berlingeri e Rabarama.
Sempre più spazio viene dato alla ricerca e ai nuovi artisti emergenti passando dai nuovi linguaggi artistici come la Street Art, con il recentissimo inserimento nella scuderia artistica della galleria di Tony Gallo, alla pittura realista di Severino del Bono, Cinzia Pellin, Silvia Papas, all’emozionalità visiva di Angelo Bordiga, Raffaele Rossi e o alle sperimentazioni pittoriche di Giuseppe Ciracì e Francesco De Prezzo, alla scultura di Dominique Rayou, Giuseppe Inglese, David Begbie, Nazareno Biondo e Gasch-Muche Josepha.
Insomma, una galleria che ha visto passare trent’anni di storia nel panorama nazionale e internazionale, con i cambiamenti epocali che hanno contraddistinto il mondo dell’arte contemporanea e che continua a vivere in un mondi sempre più globale.
“globalizzazione”, un termine tanto usato e abusato ai giorni nostri, si, “globalizzazione”, perché l’arte oggi ha imparato ad abbattere spazi e tempi e si è espansa tra social network, video, nuove tecnologie e sistemi che permettono l’abbattimento delle frontiere e la condivisione di idee e spazi subito, senza filtri, solo con l’arte a portata di click.
Quindi, ha ancora senso parlare di arte oggi? Di spazi espostivi? Di artisti e gallerie? Di storici, critici e curatori? Io penso di si. Credo che al bello e al circondarsi di preziosità e sensibilità non si è mai stanchi, io ora invece si, sono un poco stanco…
L’aria fresca mi mette addosso un rilassamento non da poco, anzi, si sta così bene qui, quasi quasi spero che Cinzia, la gallerista, ritardi un pochino, così mi rilasso mentre sento in lontananza la voce intervallata da una risata di Alice, coordinatrice e aiuto di Cinzia, impegnata in una conversazione telefonica,  ma per quanto mi concentri non riesco a sentire cosa dice, non tanto per origliare ma così, tanto per far passare il tempo.
Concentro il mio sguardo sulle opere presenti in galleria e ora esposte: quadri, piccole sculture, immense tele e grandi marmi, bronzi e altre opere concepite con i più disparati materiali, ma sarà la stanchezza e la vista affaticata ma mi sembra di aver notato tra le altre una scultura alla mia destra, un’opera di Giuseppe Inglese che, manco farlo apposta, sembra che si sia leggermente mossa, ma è ridicolo! Una scultura non si muove dai! Eppure…
 
FINE I PARTE
Massimiliano Sabbion
www.maxiart.it

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