Friday, June 24, 2016

Sii razionale, ci sarà sempre una favola alla quale finirai per credere


 
 Dentro a un ring oppure fuori, non c'è nulla di sbagliato nell'andare al tappeto.
È restare al tappeto senza rialzarsi che è sbagliato 
(Muhammad Ali)

Quante storie si raccontano nell’arte?
Quanti artisti si mettono davanti ad una tela, un materiale da plasmare o un obiettivo per fermare un’immagine o un’emozione?
Quante parole e sguardi si posano poi sull’opera finita?
Si lascia un segno oggi perché venga visto domani, questo produce l’arte contemporanea: segni per tracciare il percorso storico del futuro.

Nonostante si pensi continuamente e costantemente con razionalità nelle cose, la mente poi spicca il volo verso lidi onirici e pindarici perché, sfuggire la realtà nascondendosi tra i colori di un dipinto, tra le venature di un marmo, tra le righe di uno scritto, serve a isolare l’anima e il pensiero costante dalla routine quotidiana.
Si cercano sicurezze nella vita: il lavoro dal posto fisso, una casa, la famiglia, gli affetti più vicini, si è pronti a barattare le cose descritte con una dose di pura materia fatta di sogni, dove la vita non è quella che si credeva e dove si ripongo le aspettative di pensieri desiderati.

Basta solo che un mattoncino della costruzione non si incastri perfettamente e si rischia che tutto l’insieme crolli e allora cadono le certezze, le fantomatiche sicurezze si sgretolano e si finisce per trovare strade nuove e imprevedibili.
Per quanto tu possa essere razionale, ci sarà sempre una favola alla quale finirai per credere”, qualsiasi aspetto reale coinvolga la vita ci sarà continuamente un momento in cui si è pronti a credere ai sogni e alle favole, raccontate per creare un altro mondo, per illusione, per nascondere la verità, per mimesi con quello che ci circonda e che si edulcora poi con la favola.

Lo fa a suo modo anche l’arte: crea un altro mondo, a volte di illusione, altre di favola, altre si trova a copiare la realtà restituendola con la sensibilità che solo un artista sa tradurre, anche se ciascuno trova un suo percorso non significa che questo sia quello più affine alle esigenze di ognuno.
Si raccontano favole con l’arte, storie di persone e di artisti che sembrano non smettere di essere mai curiosi, di vedere il mondo con un paio di occhi diversi dagli altri.

Sono spettatori del mondo che narrano favole e situazioni che si incastrano con nuovi mondi e nuove prospettive, a volte raccontano quello che vivono con l’esperienza personale e tutti quelli che vedono i loro risultati tornano a sognare, ricordano che un mondo di favola c’è e sono disposti a credere a queste “dolci menzogne visuali” che sono illustrate.
Tra milioni di “favole visive” disegnate una sarà sicuramente sarà più vicina alle nostre corde, all’emozionalità del momento vissuto che contraddistingue il pensiero che più si sente affine in quell’istante.

È sempre stato così, la storia insegna.
Si, la storia insegna che l’uomo ha necessità di esprimersi in ogni tempo e dare quindi in pasto a chi osserva il proprio percorso attraverso scritti, raffigurazioni, dove uomo e donne diventano il simbolo di un’era che spesso risultano quasi coincidenti con un cambiamento epocale.

Solo nell’ultimo secolo si è vissuto un susseguirsi di accadimenti e mutamenti troppi ampi da raccogliere in poche righe ma come scordare, ad esempio, il Cubismo che ha anticipato una nuova dimensione umana che, fatta di scoperte e innovazioni scientifiche, si appresterà a decretare un uomo moderno che vive in una dimensione atemporale, disgregata e totalizzante?
Così il Futurismo che precorre e declama la velocità, la luce, la modernità tutta per arrivare alle soglie della Prima Guerra Mondiale.
E via via fino a scorrere i tempi con i sogni della Metafisica e del Surrealismo, con il mondo dell’Astrattismo e dell’Espressionismo, per arrivare al progresso della cultura Concettuale e della Pop Art, dell’Arte Povera e della Minimal Art.
Si susseguono spazi, forme, colori nei movimenti che di volta in volta si chiamano Graffitismo, Street Art, New Dada e sempre si aprono poi nuovi varchi, nuovi sogni e nuove favole.

L’arte è fatta dagli artisti, la storia dalle personalità forti che si sono distinte: dalla conquista della Luna, alla conquista della dignità tra gli esseri umani il passo potrebbe essere breve ma è costellato da fatiche immani.
Favole.
Favole che un giorno tali sembreranno quando guardando indietro si parlerà di razzismo, di differenze di classi sociali, di arte astratta e figurativa, di dignità della donna, di unioni civili, di guerre per e con la religione, di ambiente ma fino ad allora ci sarà sempre chi esprimerà un disagio o un sogno attraverso le arti e le parole, attraverso una storia, per mezzo di una favola.
Massimiliano Sabbion
 
 

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