Tuesday, March 29, 2016

ST’ART. Partenza tra piacere e gusto, tra Arte e Amore


 
Perché ci si circonda di cose belle? Perché, in base alla cultura e ai condizionamenti in cui si cresce, siamo attratti da forme e colori? Perché l’arte in sé ci dà piacere?
Quali meccanismi inducono la nostra sensibilità e il nostro cervello a circondarci di cose che stimolino il nostro piacere e la creatività, il gusto del bello?
Il percorso da affrontare non è facile ma le parole IMPOSSIBILE e FACILISSIMO non esistono: nulla è impossibile, niente è facilissimo, sia in arte che nella vita.
Così in arte, infatti, sempre ci sarà qualcuno che investirà in qualcosa di nuovo e creerà nuove forme e nuove composizioni, segni e colori ovviamente restano gli stessi, l'uomo cambia ma fa tesoro (a volte) delle esperienze passate e prosegue il suo cammino.
 
 

Dire perché un oggetto, un cibo, un posto, un vestito, un profumo piaccia ad una persona e ad un’altra no avviene per diversi fattori: in primis l’ambiente in cui si cresce e dove si sviluppa un concetto di bello e di brutto; l’aspetto visivo fatto di esperienze che provengo da cultura e dal passato personale e collettivo; il gusto individuale e soprattutto la convinzione che quello che io amo non è necessariamente capito e amato dagli altri.
Perché nel mondo ci sono milioni di persone che amano il rosso e altri per esempio il giallo? Eppure sono colori entrambi… ma se in mezzo al caos salta fuori un tal Yves Klein che ama invece il blu? Dovremo ridiscutere il concetto di bello? Di arte? Di amore per i colori? No, semplicemente ognuno ama in modo diverso.
 
Yves Klein
 

Succede tutti i giorni anche nei vari dibattiti di un’italietta contemporanea divisa su questioni legate a matrimoni, unioni civili, gay, lesbiche, trans, etero, un calderone di pensieri e di gusti che non collimano mai con quelli del nostro vicino.
Già, il mio vicino ad esempio, ecco a lui piacciono le piante, l’erbetta fresca del prato che taglia tre volte a settimana come se avesse le doppie punte, i rigogliosi gerani e roseti, gli splendidi alberi potati con cura e ricchi di verde e fiori, a me invece le piante (sue) piacciono ma non mi dura molto il (mio) vaso di ciclamini o l’edera rampicante in cucina, muoiono dopo una stagione.
Non necessariamente ciò che ci piace poi diventa la nostra passione o almeno la stessa passione non è ricambiata dal nostro oggetto di piacere, questione di fortuna e di gradimenti.
Così, se i gusti sono differenti, lo è anche il modo di approcciarsi all’arte: chi ama il figurativo, chi l’astratto, chi il concettuale, chi addirittura niente e preferisce un’anonima e indefinita stampa incorniciata  tanto per dare una parvenza di vita e decorazione all’angolo del salotto.
Circondarsi di cose belle, visto in maniera soggettiva, è come innamorarsi di una persona, non si sa quando capita né come capita ma…capita!
 
Brescia
 

Magari si è usciti solo per andare a comprare il latte, che, per inciso in molte culture è considerato un alimento adatto nei primi mesi di vita e basta e, per restare nella tematica lattea, a me, ad esempio, non piace, quindi non uscirei mai per acquistarlo e di conseguenza io non mi potrei mai innamorare secondo la logica sopra descritta.
Magari quando meno ce lo si aspetta ci si innamora di un vezzo, di un gesto, di una parola detta dal nostro futuro amore che si è conosciuto ad una festa da amici, a scuola, al lavoro, in posti impensabili.
Magari ci si appassiona e si ama una persona che è grassa, bassa o alta coi capelli ricci o al contrario magra e secca coi capelli corti, non c’è un canone!
Magari si finisce per andare a vedere una mostra in città lontana dalla nostre, che ne so, magari in una calda e piovosa sera di maggio e ci si ritrova a Verona oppure a Milano o a Brescia e si incontra una persona che manco ci si immagina di vedere all’interno di una esposizione d’arte, poi si beve qualcosa, si parla e alla fine si va a casa innamorati. Perché?
Perché magari quello era il momento e la scelta giusta da fare in quel periodo che ha determinato i giorni e mesi successivi della nostra vita. Quanti “magari”, quanti dubbi e quante perplessità che si accompagnano ma...magari… magari niente di tutto questo e per l’arte si ha la stessa valenza, la stessa consapevolezza di dubbio e lo stesso innamoramento.
 
Giuseppe Inglese - Respiro dell'anima
 

L’arte, come succede quando ci si innamora, non è una scelta o un fatto banale, non capita mai a caso senza speranze e senza cause perse ma semplicemente scorre e accade.
Pensate, fermatevi un attimo: quando vi siete innamorati? Come è stato innamorarsi? Che cosa è successo? Chi era? E non deve essere necessariamente il vostro/a compagno/a marito/moglie attuale, capita di avere pensieri su un amore passato, su chi ci ha dato un’emozione e allora si pensa: cosa mi ha fatto innamorare quella volta?
Forse capita così anche per le cose, gli oggetti che circondano il nostro quotidiano: perché quel quadro ci piace così tanto? Come mai quella scultura finisce per parlarci direttamente al cuore? Cosa scatta nel nostro cervello preferire un colore od un altro? Cosa ci fa dire “ecco questo è l’amore giusto”?
Non si sa quale mistero si accavalli nei pensieri e nelle scelte, di sicuro i sapori differenti lasciano lo spazio a tutti senza togliere nulla a nessuno. Pablo Picasso era un grande amatore sia dell’arte che con le sue donne, Raffaello era un narciso innamorato di sé e delle forme semplici e delicate, Marc Chagall cotto tra le nuvole con la sua Bella, soggetto frequente nei suoi quadri, Gilbert & George compagni nell’arte e nella vita.
 
Marc Chagall
 

Amore e arte coincidono, arte e amore si fondono, il perché? Perché si ha bisogno continuo e costante di cose belle e dell’arte così come di amare e di essere ricambiati. Rimane insoluto invece forse il perché se ne ha il bisogno costante e assoluto…
Eppure si sa che amare fa male ed è pericoloso, così anche l’arte può produrre delusioni, schiaffi, sconfitte, amareggiamenti ma si continua a cercarla, farla e possederla.
Si può cadere mille volte e mille volte rialzarsi ma si ricomincia ad amare (forse) ancora; si può rimanere delusi da una mostra o da un artista, peggio ancora da un’opera d’arte, ma si attende la prossima occasione perché quello che fa continuare ad amare è sempre la pazienza e la voglia di vedere poi, oltre al passato che delude e al presente incerto, cosa c’è, cosa ci aspetta e forse ci sta quel tempo che fa tanta paura: il futuro, spaventoso e attraente ma ricco di speranza che, né l’arte né l’amore, possono fermare e deludere.
Massimiliano Sabbion
 

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