Tuesday, February 2, 2016

SetUp Art Fair 2016. Tedofra Art Gallery presenta "Distanza" di Laura Bisotti e il Premio Curatore Under 35


 
Dedicato alla delicatezza poetica di Laura Bisotti,
alla silenziosa presenza di Stefano Volpato,
all'energia vitale di Alice Baldan
e soprattutto al grande "mastino" Antimo Pascale
 
Il lavoro presentato a SetUp Art Fair 2016 da Laura Bisotti (Piacenza, 1985) dal titolo "Distanza", si riveste di emozionale poesia visiva concettuale accarezzando ricordi e memorie.
Nel silenzio del vuoto rappresentato da una sequenza fotografica della casa ormai lasciata vuota dalla nonna della protagonista, l'artista cerca di colmare questo vuoto con il pensiero rivolto ad elaborare la scomparsa della figura dell'anziana donna ritornando nei luoghi che l'hanno protetta e amata, la casa.
Le stanze respirano e vivono di ricordi che si sono nel tempo popolati di oggetti carichi di emozioni e riferimenti, un luogo vissuto e riconoscibile.
Il tempo piano piano fa riaffiorare la memoria che ritorna a galla facendo emergere labili presenze, quasi fantasmi del passato, ectoplasmi che figure appena accennate che hanno la valenza del ricordo intimo e rinchiuso tra le pareti domestiche.
 
"Distanza" (2015) di Laura Bisotti
 

Il tempo trascorre, gli oggetti passano, le stanze cambiano e si offuscano e allora il passato ritorna più forte di prima, il bene materiale, la stanza ricolma di passato scompare e lascia lo spazio alla dolcezza dei tratti di chi si è amato riaffiora.
"Distanza", come la lontananza e la perdita di un punto preciso, di un senso di orientamento che manca e si vaga alla ricerca di se stessi, si torna a pensare a dove andare, da che punto partire, appunto, perdersi e ritrovarsi.
"Distanza", perché lontano da chi si è perduto e non si può toccare, resta solo la sensazione interiore che permette di vedere e percepire ancora la persona che manca e di cui restano solo il profumo del quotidiano e gli oggetti di stanza in stanza.
"Distanza", come la memoria che scende come nebbia e offusca la mente, causa confusa di tempo e mente nella rappresentazione delicata della malattia dell'Alzheimer.
 
Laura Bisotti spiega il suo lavoro a Giuseppe Casarotto del comitato scientifico SetUp
 

Niente diventa più chiaro, né la casa, né gli oggetti e neppure la certezza di dove trovarsi, si vaga in una indefinita nebbia dalla quale emergono segni del tempo passato e nulla diventa più lucido, come nei sogni si vagheggia e si cerca la direzione, la rotta verso un porto sicuro, la propria casa.
Poi? Poi tutto scompare…
Il lavoro di Laura Bisotti nei giorni in cui è stato esposto nello stand di Tedofra Art Gallery di Padova, ha ricevuto notevoli plausi, senso di ammirazione, silenzio e stupore delicato.
Presenti nello stand numero 15 anche altri artisti giovani e quotati per una manifestazione ricca e coinvolgente: Nicola Villa, Giuseppe Inglese, Patrizia Novello, Daniela Novello, Francesco Sisini, Christian Verginer, Matthias Verginer.
 
 
 
 

È stato bello vedere le persone emotivamente coinvolte soffermarsi, pensare, ricordare, perdersi tra le fotografie e disegni del lavoro e ritrovarsi poi per uscire ancora più emotivamente arricchiti.
Un'opera che tocca l'anima, come nelle intenzioni dell'artista che attinge alle proprie esperienze personali così simili a quelle di ogni persona presente: un sorriso malinconico, uno sguardo ad accarezzare l'opera, una partecipazione poetica ed emozionale che non ha lasciato indifferenti gli spettatori di SetUp Art Fair 2016.
 
 
 
 

Una scelta che è stata premiata dalla giuria con il testo curato da Stefano Volpato dal titolo "Perdersi e restare. Orientarsi in gocce di memoria", una vittoria che significa molto poiché sono premiate la delicatezza e la poesia nell'affrontare temi difficili come la scomparsa, la malattia, la mancanza e il senso di spaesamento e disorientamento di chi resta.
 
Massimiliano Sabbion ritira il premio per Tedofra Art Gallery

 
Le sinergie si respirano in un prodotto che ha regalato soddisfazioni ed emozioni, dalla gallerista Alice Baldan che ha supportato e sostenuto l'idea dell'opera di Laura Bisotti, alla collaborazione di giuntura tra critica, scelta e consiglio prima e cura del testo poi con Massimiliano Sabbion, alla stesura di uno scritto con Stefano Volpato, i risultati si sono poi rivelati con il premio finale assegnato: il Premio Curatore Under 35.
 
 
 

La collaborazione, la forza delle idee e soprattutto l'amore per il proprio lavoro decreta la crescita e la nascita di opere d'arte, di scritti, di circolazione di energie difficili da scordare, il vero motore di questa edizione di SetUp Art Fair 2016.
La gente passa, resta, si ferma, pensa, prosegue e un pezzo di memoria e di presente resta attaccato alla pelle dove difficile risulta non emozionarsi.
Massimiliano Sabbion

 

"Perdersi e restare. Orientarsi in gocce di memoria"
A cura di Stefano Volpato 

"Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta.
Non preoccuparti,
lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso,
e non il percorso a farti scegliere le strade.
 Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona."
(Tiziano Scarpa) 

Vagare tra le stanze della propria casa dà un senso di protezione e di stabilità emotiva certa: gli oggetti diventano il ricordo del passato vissuto.
La perdita del senso di orientamento e di direzione porta alla ricerca di sensazioni perdute con un passato fatto di recuperi e inquietudini.
La protagonista dell'opera di Laura Bisotti è la nonna dell'artista, figura scomparsa che lascia traccia di sé nella casa ormai vuota, dove gli oggetti si caricano di valenze emotive da cui affiorano atmosfere sospese tra delicati colori scoloriti dal tempo.
È qui rappresentato visivamente e in maniera soave la perdita delle certezze di una persona anziana confusa nella mente e nel tempo a causa dell'Alzheimer.
Nulla è più chiaro e sicuro, né le pareti di casa, né gli oggetti né tantomeno la consapevolezza di dove trovarsi, la certezza di un punto preciso dal quale partire o ritornare come porto sicuro.
Perdersi, disorientarsi, confondersi, vagare in una nebbia che offusca la realtà e la casa diventa il simbolo di una certezza.
A tratti un ricordo riaffiora come ectoplasmi confusi: un gruppo di persone, un viso, un'identificazione precisa di dove ci si trova, poi tutto scompare con l'Alzheimer che ritorna vincitore e rimescola e fa perdere l'indicazione di sé e di dove ci si trova.
Il lavoro di Laura Bisotti affronta la necessità di orientare una persona perduta: la perdita della memoria, la mancanza di un punto di riferimento, il vuoto e lo smarrimento di un luogo sicuro che non si riconosce e trova…
Pochi gli elementi di cui si ha certezza: i ricordi, la casa, le figure cardine della famiglia, venendo a mancare questi punti di riferimento si crea il vuoto e lo spaesamento nella riconoscibilità di sé.
Rimangono immagini sbiadite, affioramenti che si perdono poi come la spuma del mare e diventa evanescente la corrispondenza tra ciò che è reale e ciò che è riflesso in un'immagine, pulviscolo del tempo alla ricerca di una rotta precisa dove orientarsi: "(…) E al mare nostro più non resta viva che l'immagine fatta di memoria" (Im Spiele der Wellen - Guido Gozzano).


 

 

 

 

 

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