Tuesday, January 12, 2016

Quando l'Arte parla. "Chiedimi se sarò felice".


 
Anno nuovo, propositi nuovi: "Dopo le feste, lo giuro, mi metto a dieta e mi iscrivo in palestra!", "Prometto che ai saldi compro solo se necessario", "Anno nuovo via col passato, cancello i rami secchi dalla rubrica e non ci penso più", "Quest'anno sarà l'anno del cambiamento, vedrai, una vera bomba!", "L'oroscopo dice che questo è l'anno del mio segno, avrò tutti i pianeti allineati".

 
Ottime premesse (e promesse) vero? Quante saranno mantenute? Alcune forse si, altre dimenticate appena girato l'angolo dei buoni propositi. Partire con i facili entusiasmi è semplice e le parole non costano molto, poi per passare ai fatti…beh…un poca di fatica costa.
E se chiedessi a Lei, all'Arte, cosa desidera per quest'anno che è appena partito? Cosa ne uscirebbe? Un'intervista aperta all'Arte? Vediamo…

 
Ciao Arte, eccoci qua anche quest'anno sei chiamata in causa. Cosa ti aspetti in questi lunghi dodici mesi? Come ti senti? Cosa desideri?
Ciao, nonostante si dica che ogni anno è "l'anno della morte dell'arte", non mi sento affatto così. Ci possono essere momenti di stanchezza e malinconia, quello si, ma di morte mai.
Cosa mi aspetto? Cosa desidero? Io quest'anno voglio essere felice.

 
Cosa? Come? Felice? In che senso?
Nel senso di…"felice", si, FELICE!
Hai presente cos'è la felicità? Ognuno sa cosa lo rende felice.
Non voglio essere serena, la serenità è una candela che si consuma piano piano, voglio essere un fuoco d'artificio esplosivo continuo che fa colori, che dà forme e che non sai da che parte del cielo scoppia: FELICE!

 
Ok, chiaro, ma come farai ad essere "felice"?
Prima di tutto me ne fotto. E si, me ne FOTTO!
Scegli il termine che più ti è congeniale ma io me ne sbatto, me ne frego, me ne infischio, di cosa? Di quello che pensa la gente, delle opinioni, delle invidie, delle maldicenze, dei falsi buonismi, delle cose dette tra le righe, dei sorrisi compiacenti, della gente tutta che basta a rovinarmi le giornate, dei giornali, della tv, delle critiche, del mio nome associato a losche cose, del passato, della "morte dell'arte", di fiere, mostre, esposizioni riuscite o meno, di creatività latente, si, me ne fotto!..."e francamente me ne infischio!" (per dirla alla Red Butler di "Via col Vento").

 
Bella teoria quella della "fottitudine" ma penso che da sola non basti…
Infatti! Il punto più importante sta nel secondo punto: studiare.
Si, studiare, imparare, valutare, vedere, aggiornarsi, leggere il passato e anticipare il futuro guardando il presente, confrontarsi con forme diverse d'arte, con la pittura, con la scultura, con le performance, i video, i social network, "globalizzare" i pensieri non nel senso di uniformarli e basta ma di scambiarli e condividerli. Quando l'uomo non sapeva fornire un mezzo di decodificazione attraverso la scrittura si è espresso attraverso l'arte, con i segni e i disegni, con i colori: un'immagine è un simbolo istintivo e creativo.
Ma un'immagine per essere capita va studiata, anche gli artisti della street art, per esempio, vanno capiti e studiati, spesso si critica senza capire: un segno su un muro non è uno scarabocchio e basta, è espressione legata all'emozionalità della città in cui gli artisti (e gli uomini) vivono, forma di protesta o di decorazione.
Studiare! Questo è il punto focale, non si è mai arrivati.

 
La creatività è parte integrante dell'uomo, ma se vuoi davvero essere felice quest'anno cosa chiedi agli uomini che sono i responsabili delle creazioni artistiche?
Come sempre, come da secoli si ripetono le stesse cose e gli stessi errori. Si richiede attenzione, coraggio, voglia di investire, di conservare e non distruggere il proprio passato, di non edulcorare o ridicolizzare monumenti, palazzi, opere d'arte a favore di una pubblicità effimera e ingannevole che porta a snaturare il senso delle cose. Restauri sponsorizzati solo per dar risalto ad un brand aziendale? Aperture straordinarie di musei e luoghi in campagna elettorale? Investimenti per truccare appalti e nascondere denaro e favoritismi?
Creare non è solo "il colpo di genio" o l'opera simbolo di una stagione, creare è mettere passione, fatica, pazienza, dare opportunità, spazi, consigliare e scegliere la via corretta per alimentare l'Arte.

 
Un'ultima domanda: cosa consigli agli artisti? A chi si occupa di arte, ai critici, a chi scrive, ai galleristi, ai vari direttori di fondazioni e musei?
Tre semplici regole: infischiatevene, studiate, create. Solo allora potrete dirvi felici.

 
E se dovessi dare un messaggio alle persone che non si occupano di arte ma vivono la quotidianità contemporanea giorno per giorno?
Tre semplici regole: infischiatevene, studiate, create. Solo allora potrete dirvi felici.

E a te stessa, che augurio fai per essere davvero felice?
Io spero. Spero che ve ne infischiate, studiate e create. Solo allora potrò dirmi felice.

Massimiliano Sabbion
 
Vecchiato Arte S.r.l.
Web site: www.vecchiatoarte.com
Twitter: @vecchiatoarte
Blog: http://vecchiatoart.blogspot.it/
Tel: +39 (0)49 8561359
Fax: +39 049 8710845
Invia email: info@vecchiatoarte.it
 

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