Tuesday, December 29, 2015

Un Uroboro alla fine dell'anno, il prezzo dell'infinito


 
Fine anno si avvicina e che si voglia o meno arrivano immancabili due domande: com'è andata quest’anno? E che fai per San Silvestro?
Ora, tralasciando la seconda domanda che trova mille e più risposte degne di nessuna nota, il 31 dicembre è solo un giorno come tanti, la sua particolarità sta che annuncia la fine di un periodo e l’inizio di uno nuovo e dove, tra balli, trenini, cene al ristorante o serate in casa si “aspetta la mezzanotte” nella noia più totale solo per dire che non si è rimasti soli senza uno scopo ma si è festeggiato l’addio al passato e il benvenuto al presente!

Va beh…
Ciò che invece sofferma l’attenzione è la prima delle domande: com’è andata quest’anno?
365 giorni che si sono susseguiti tra avvenimenti, persone nuove conosciute o altre perdute per strada, delusioni, gioie, aspettative confermate o andate deluse… un insieme emozionale di coinvolgimenti che, piaccia oppure no, ci costringe a guardare il tempo passato e a chiedere se sia stato un anno buono e speso bene o deludente e con un NO da chiusura e dimenticare.

 
Il tempo è solo un momento, un pulviscolo nella pienezza dei giorni e, a parte pochi giorni felici e da ricordare, il resto dell’anno poi si dimentica, consci del fatto che per arrivare a quella parte di giorni da memorizzare ce ne sono tanti altri da eliminare o che semplicemente sono serviti per arrivare a un risultato finale soddisfacente.
Cosi avviene per il “prodotto d’artista”: per il "frutto" definitivo ci possono volere ore, giorni, mesi, addirittura anni per essere poi soddisfatti e presentare al pubblico la propria idea concretizzata in una scultura, un video, in un quadro o in una performance.

 
Un giorno dopo l'altro si sono susseguiti e hanno continuato a maturare fino al risultato finale che si presta quindi ad essere visto dal pubblico poi.
Si vive di resoconti e speranze, di attese e di valutazioni finali.

 
Cambierei che cosa di questo anno passato? Una domanda che chiede conferme e nasconde quei "se" e quei "ma" che colorano ogni momento passato.
Quello che passa, che si perde o che si aggiunge fa parte di questo continuo mistero quotidiano.
Cosi anche per l'arte e gli artisti che continuano ogni giorno a porsi dubbi e domande e alla fine di un giorno pensano già a quello successivo al futuro prossimo venturo e alle cose che devono avvenire. Il passato? Andato, vissuto, con le cose belle e quelle meno accattivanti che fanno urlare di rabbia e di dolore, ma il tempo trascorso non è mai tempo perduto ne, per dirla con Proust, "tempo ritrovato" ma sempre una lunga e fruttuosa recherche.

 
Più che una linea orizzontale per sommare i bilanci si pensi ad una linea in diagonale, da destra a sinistra o viceversa, dall'alto o dal basso, da angolo ad angolo, uno sbarramento per mettere la parola fine alla pagina e cominciare cosi un nuovo capitolo, senza rimpianti, senza logiche e attese ma solo ciclo continuo, come un uroboro che si morde la coda, simbolo dell'infinto dove ciò che ha fine diventa poi l'inizio.

 
Addio vecchio anno passato, grazie per tutto quello che hai dato, ora si è ciò che si è in base a ciò che si è stati, benvenuto anno nuovo con le speranze e le delusioni, niente bilanci, solo conclusioni per proseguire diretti tra creatività e vita giorno per giorno, giorno dopo giorno.

Massimiliano Sabbion
 

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