Friday, December 4, 2015

Arte e artigianato. Chi è il vero artista?


 
Negli ultimi anni si è fatto sempre più forte, nella disquisizione sui percorsi artistici affrontati da pubblico e critica, il concetto di chi sia un artista e di chi invece un artigiano.
Dove finisce il lavoro artigianale e dove comincia invece quello artistico? L'iterazione e lo scambio che é sempre avvenuto nel corso degli anni tra le due categorie ha prodotto risultati eccezionali sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista artistico.
Forme, materiali e colori possono diventare il fulcro per il tramite di diffusione di idee e concetti senza tralasciare il gusto per il bello e l'utilità dell'oggetto prodotto.
 

Si parla spesso di arte pubblica, un'arte ad uso e consumo della massa ma senza in verità concepire l'idea di un'arte davvero utile a tutti, a disposizione di tutti. Sembra che le varie amministrazioni utilizzano l'idea di arte pubblica per abbellire spazi discutibili quali rotonde sormontate da enormi e spesso brutte sculture, decorazioni affidate a street artist non sempre eccellenti, manifestazioni per zittire il cittadino con un "lo stiamo facendo per voi", no!

Non lo si fa per il singolo ma per la collettività tutta ed è difficile trovare chi lo fa davvero per gusto, scelta e coraggio...meglio dare un lavoro mediocre senza aspettative e senza gloria a chi resterà comunque un artista di "strada" visto che produrrà solo sculture da rotonde o disegni da muro su muro.

 
Episodi passati, in cui l'artista é diventato artigiano o l'artigiano artista ne sono pieni i libri di storia dell'arte, le citazioni si accavallano e susseguono con prodotti finali che lambiscono il confine tra artista e artigiano.

Artigiano é colui che, per mezzo di padronanza tecnica, produce e crea pezzi unici seguendo un suo stile e gusto, la stessa definizione che si dà all'artista praticamente ma allora qual è la differenza?
La differenza sta che l'artista crea, concepisce idee ed è in continua evoluzione di ricerca per soggetti, materiali senza mai ripetersi continuamente, senza scadere nell'autocitazione costante ma evolvendo i propri modelli verso uno stile si riconducibile alla mano che lo ha creato ma aggiungendo comunque quel qualcosa che lo fa risultare "una spanna sopra gli altri".


 
Fabrizio Dusi, ad esempio, con i suoi personaggi e il suo stile è padrone della tecnica e geniale nella realizzazione di un'espressione che è il suo marchio di fabbrica, il bla bla, dove la parola prende forma e lascia intuire che oltre al sapiente lavoro manuale c'è anche un'idea originale di fondo.

 
Artisti che confinano il piacere della realizzazione coniugata con abilità e preparazione finiscono per concretizzare e produrre opere dal gusto artigianale, pezzi unici ma dotati di forza ed espressione come succede nelle sculture di Massimo Antonelli, scultore patavino che unisce l'intuito con lo studio dei materiali che sono plasmati e forgiati per creare sculture ricca di forza e poesia.

 
L'artista è chi crea il gioco tra il bello, la citazione, la cifra stilistica e si fa portavoce dei tempi contemporanei senza per questo sentire sempre il bisogno di risultare scandaloso, polemico o semplicemente fuori dagli schemi.
Per destreggiare e superare una tecnica bisogna prima di tutto conoscerla e studiarla, non basta avere un'intuizione geniale e basta, bisogna supportarla con tesi e risultati.
Come si può pretendere di parlare di disegno se non si conosce la differenza tra una matita e un carboncino?

Molti artisti si definiscono tali eppure non sanno disegnare, progettare e mettere su carta le loro idee, spesso hanno illuminazioni e lasciano che il compito sia poi svolto da altri, artigiani del lavoro manuale.


 
Lucio Fontana, solo per citare un esempio, conosceva la ceramica e sapeva modellare e usare il materiale, i suoi famosi "Tagli" sono il risultato della materia scarnificata e resa essenziale in un solo gesto che squarcia la tela ma la bellezza delle forme che ha lasciato nelle sue sculture sono irrepetibili e inappagabili.

 
Le fitte trame che si tramutano in opere d'arte di David Begbie e di Giuseppe Inglese, rivelano uno studio meticoloso e un'attenzione ai materiali che cesella le sculture come il migliore degli artigiani sa fare ma in realtà sono artisti, padroni della tecnica e modellatori di forme ma con l'intuizione e lo studio che li contraddistingue da quello che a prima vista potrebbe sembrare solo frutto di un lavoro certosino e paziente.


 
Un decoratore di piatti dipinti a mano o realizza le maschere-souvenir è senza dubbio un artista-artigiano nella sua tecnica e nella realizzazione ma tolto il piatto da decorare non saprà ripetere con la stessa maestria un altro capolavoro se spostato dal suo mondo.


 
Ad ognuno quindi il suo prezzo e il suo compito: chi parla per mezzo di opere d'arte, chi per mezzo artigianale. Se i due mondi spesso si accavallano, i risultati poi divergono, che dire delle "Mappe" di Alighiero Boetti intessuti da donne afghane rifugiatesi a Peshawar in Pakistan proseguono i lavori a ricamo dell'artista? Artigiane e maestre nella realizzazione dei tappeti tolte dal loro ambiente artigianale e divenute così artiste poiché caricate di simbologia e significato completamente nuovo.

 
Un imbianchino, quindi a suo modo un artigiano, è molto più bravo di un Pablo Picasso nel ridipingere la parete di una stanza ma un dipinto di un imbianchino ha la stessa forza di un'opera di Picasso?

 
Quando si acquista un'opera d'arte si compra quindi il sapere, la fatica, la sensazione, i fallimenti, i ripensamenti, le capacità, le gioie e le nevrosi di un artista, non si compra solo il quadro o la scultura "che-ci-piace-tanto-e-che-sta-da-dio-sopra-il-nuovo-divano-verde" si compra un pezzo di storia dell'anima emozionale di chi l'ha prodotta. 

Massimiliano Sabbion
 
Vecchiato Arte S.r.l.
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