Thursday, November 26, 2015

"Strani incontri". Contaminazioni e amicizia: Tony Gallo e Kenny Random a Padova


 
"L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è"
(Paul Klee)

 
A Tony Gallo, persona sincera e artista puro, perché i suoi occhi continuino a guardare questo mondo,
A Kenny Random, per la sua presenza silenziosa e per la forza con cui la esprime.

 
Cellulare che vibra, sms, foto allegata: "Ti piace?", smile allegato, firmato Tony Gallo.
Un momento per aprire la foto, sorridere e meravigliarsi e scrivere subito la risposta: "Stupendooo!!! Bello, bello, bellooooo!", serve aggiungere altro? Forse si… un testo e una marea di parole che si devono dire.
Quando due artisti che piacciono per il loro modus operandi, stile e tematica e occupano uno spazio speciale nel cuore di chi scrive ed è osservatore del mondo contemporaneo, decidono di incontrarsi e di dare vita ad una collaborazione risulta difficile poi interrogarsi su chi dei due piaccia di più.
Per affinità elettive, sentimenti e corde tematiche risulta un compito non facile compiere una scelta ma chi dice che bisogna per forza scegliere? Subentrano, se si conoscono, stima e affetto e soprattutto apprezzamento per il loro lavoro.

 
La notte tra lunedì 23 novembre e l'alba di martedì 24 la città di Padova si è risvegliata con un capolavoro inatteso in via Santa Lucia: sotto un portico si sono fermati due personaggi riconoscibili e sempre in movimento per le vie della città, sui muri, sulle case, tra giochi e salti oppure fissi e stupiti frontalmente. Sono le figure di Kenny Random e di Tony Gallo che accompagnano le vie patavine.

 
Per la prima volta insieme i due writers si sono ritrovati congiuntamente a redigere un lavoro di street art: sulla sinistra la sagoma di un uomo con cappotto e cilindro guarda verso il basso la figura antropomorfa di un essere colorato vestito con un abito a righe verdi e rosse, una sorta di orsetto-papero che regge tra le mani una casetta per gli uccelli alla cui sommità è poggiato un uccellino, mentre un altro vola sulla destra in altro. Si guardano, silenziosi, si scrutano, chi dei due è il più strano? L'essere umano in nero dipinto da Kenny Random o la colorata figura di Tony Gallo? È un incontro tra due diversità, tra due mondi fantastici che si sono fermati per un attimo sotto un portico per salutarsi e guardarsi negli occhi con delicatezza e curiosità.

 
È strano, forse spiazzante vedere due artisti ognuno con il loro percorso a se stante fermarsi e creare un'opera comune, per le generazioni di chi è nato tra gli anni Settanta e Ottanta è come vedere Goldrake che incontra Candy Candy, due mondi diversi che si danno appuntamento per vedere chi sia l'altro.
Forse le parole sono spesso troppe e l'opera parla nel suo eloquente silenzio, un mutismo che arriva al cuore della città e la invita a fermarsi e a riflettere su quello che sta accadendo in questi giorni dove dilagano le polemiche, il sentore della guerra, la paura per il diverso e i giochi burleschi si fermano.
Sia l'uomo nero che salta è balla tra le case della città patavina, sia gli sparuti e coloratissimi bambini perduti che fissano lo spettatore si fermano e si chiedono: cosa sta succedendo? Perché?

Un segno e un disegno su un muro possono dire molto più che mille parole e mille scritti, la città è amata dagli street artist e non è mai deturpata, violentata o graffiata ma sempre apprezzata e guardata da chi veramente la vive e la fa propria. Certe ordinanze appaiono ridicole quando si cerca di cancellare un pezzo di storia contemporanea perché si pulisce un pezzo di vita, nonostante libri al bando perché "diversi" o coperture di colore piatto ci sarà sempre chi leggerà e chi "pitturerà" le pareti.
I due artisti padovani, amici tra loro, diversi nel modo di comporre non hanno donato alla città un'opera a caso, hanno creato un segno visibile per tutti senza aspettare concorsi, burocrazia o consensi.

Due artisti diversi tra loro: Kenny Random lavora di notte, in solitaria, nel silenzio, senza farsi vedere o fotografare, Tony Gallo ama la città di giorno con la gente che la vive e si ferma a guardare e parlare e lui sorride e ti guarda con grandi occhi che ritrovi poi nei suoi personaggi. Si, sono due artisti insoliti ma senza dubbio geniali e unici come dimostra nei loro consensi positivi il popolo internauta, fatto di insiemi di social network e dove tra Instagram e Facebook si è diffusa la notizia del nuovo lavoro di entrambi, si è formata una rete di condivisioni, apprezzamenti e commenti appassionati, senza filtri o censure, senza silenzi.

 
Come ha evidenziato Leandro Barsotti nel suo articolo scritto per "Il Mattino di Padova": "Subito i tantissimi fan dell'artista padovano hanno commentato entusiasti: "Geniale", " Fantastico" "Emozionante" "Commovente" .
Ed è tutto vero, perché quando due grandi artisti, tra l'altro entrambi in una fase creativa splendida, decidono di unire il proprio sentimento per un dono senza alcun fine di lucro, ne viene fuori qualcosa di unico, bellezza allo stato puro."

La storia dell'arte insegna ed è piena di collaborazioni e amicizie tra gli artisti, etichettarli in una o in un'altra corrente o movimento è quanto di più sbagliato si possa pensare, per nostra comodità, capace com'è l'essere umano di catalogare ed etichettare le cose, diciamo che un artista è solo concettuale, astratto, figurativo, realista e via dicendo, in realtà un artista è un essere umano con una sensibilità forse emozionalmente maggiore e la esprime attraverso segni e materiali a cui dà forma.

 
Qualcuno può forse decretare l'eccellenza superiore tra Wassily Kandinsky e Paul Klee? Amici, insegnanti alla Bauhaus, colleghi ed estimatori l'uno del lavoro dell'altro fino a creare contaminazioni reciproche.

 
Pablo Picasso e Joan Mirò, altri due esempi di rispettosa amicizia e contagio artistico reciproco, nello studio di Mirò padroneggiava la foto ritratto di Picasso di cui ammirava il percorso storico e il primitivismo, così come Picasso amava le linee semplici e pure dell'amico catalano.

 
Stesso discorso vale per precedenti illustri come Paul Gauguin e Vincent Van Gogh con la loro disastrosa convivenza finita con la tragedia del taglio dell'orecchio sinistro da parte di Van Gogh.

 
Collaborazioni illustri e citazioni amichevoli anche nelle opere del padre della Pop Art americana Andy Warhol nei confronti di Keith Haring che ricambia amorevolmente nelle sue opere l'amicizia con il re delle Factory newyorchesi. Rapporti che continuano in maniera altalenante anche con Jean-Michel Basquiat in un gioco continuo di comparazioni e simpatia.

 
Citazioni e incontri virtuali tra l'arte di strada degli anni Ottanta con il contemporaneo writers Banksy che cita Haring è solo uno degli ultimi esempi.

 
Le relazioni tra ammirazione, amicizia e competizione nascono senza un motivo preciso, solo per la voglia di confrontarsi e di stare insieme. Gli incontri non si programmano, capitano, il destino gioca le sue carte e sta poi all'uomo scegliere se giocare la partita o lasciarla andare, strano vero? Già, strano il tempo, strano l'approccio alla vita quotidiana, "Strani incontri" come il titolo scelto dai due artisti patavini per l'opera sotto il portico.
Due mondi che si avvicinano e si guardano curiosi, ognuno diverso dall'altro, nel silenzio e nel rispetto del frastuono della città, del vociare dei passanti, spesso indifferenti a quello che succede e frettolosi di raggiungere le proprie mete.
Strani incontri di pensieri e poetica, qualcuno entusiasta, qualcun altro polemico che decreterà frasi tipo "Varda che roba come i rovina sti muri!" o "I xe miga a posto sti qua…" (non sono mica normali questi qua).

 
Le due figure resteranno su quel muro, probabilmente spariranno ma di certo i personaggi di Kenny Random riprenderanno forse a porsi interrogativi e a saltare e suonare su altri muri: "è questa la vita che sognavi?", gli sparuti e colorati esseri di Tony Gallo continueranno a stringere bambole o a fermarsi davanti allo spettatore curiosi.

 
Oggi se ne parla, domani se ne parlerà, l'arte è cosi, mutevole e sempre in evoluzione creativa, mai paga.
Chissà cosa si dicono nella loro muta quiete questi due personaggi, chi il più strano dei due? Chi incontra chi? Nel silenzio nasce la parola giusta. Godetevelo.

 
Massimiliano Sabbion
 
Vecchiato Arte S.r.l.
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1 comment:

  1. Una coppia effimera del 1972: Gino Loperfido ed il grande Salvador Dali...tutte e due ad un certo punto della loro chiaccherata si sono presi in giro a vicenda... ( segue )

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