Friday, November 20, 2015

Cinquanta sfumature artistiche. Cose da dire e non dire per sedurre con l'arte (Parte I)


 
"Il nostro scopo è il piacere Miss Steele"

Il libro di cui si è parlato molto negli ultimi tempi è la serie di "Cinquanta sfumature" (di grigio, nero, rosso), un romanzo rosa-erotico.
Si narra la storia di una semplice ragazza che si scontra con le perversioni di un ricco imprenditore alla scoperta del piacere e del sesso estremo.
Una sorta di libro Harmony in cui una moderna e povera sfigata Cenerentola si ritrova alla mercé perversa del ricco annoiato, gli eventi narrati, diciamolo, sono quanto mai improbabili poiché è difficile entrare nella logica che una ragazza sciatta dal gusto discutibile per camicie a fiori e ballerine ai piedi possa scatenare le perverse fantasie di un aitante giovane e bello rampante dell'alta società ma nel mondo (della fantasia) tutto è possibile.
Non contenti di aver dato voce per mezzo delle parole e dei libri a quanto sopra descritto, il tutto è stato traslato poi in un film di cui a salvarsi dal mare di ovvietà e di scene di sesso patinate è la colonna sonora: meglio ascoltare che vedere.
L'obiettivo del protagonista maschile è quello di giocare e far scoprire piano piano la seduzione del gioco fino ad ottenere la sottomissione e l'amore della sua preda.
Quante volte sarà capitato a tutti noi di utilizzare le armi di charme e seduzione per far colpo sulla persona che ci piace? Perché non sfoderare un lato intellettuale e culturale per rendere un appuntamento interessante e piccante? Ecco allora che si appropinqua un invito ad una mostra, ad un museo oppure ad un vernissage o ad una biennale d'arte, luoghi che possono essere motivo per creare una condizione per giocare con fascino discreto e arrivare a conquistare cuore e cervello della nostra preda.
Importante è comunque sapere cosa pronunciare e cosa no per evitare brutte figure, sapere cosa si va vedere ed evitare di prendere sottogamba la controparte (che spesso può capitare ne sappia più di voi).
A voi un vademecum di cinquanta (e più) leggere "sfumature" di cose da dire e da non dire per evitare di raggelare chi vi accompagna con la cosa più sbagliata in assoluto di fronte ad un'opera d'arte contemporanea con il rischio di non rivedere mai più la papabile preda e rovinare l'intero appuntamento.

 
 

Davanti ad un video rallentato in cui ascende un corpo verso il cielo sotto la pioggia (Bill Viola)

 DA DIRE

1.      Enigmatico passaggio tra la vita e la morte. Rallenta il senso del tempo.
2.      Il retaggio della pittura rinascimentale attualizzata dal movimento della macchina da presa: affascinante!
3.      Il vuoto, il silenzio, l'azione portata al minimo è la rappresentazione della forza emotiva.
4.      Starei ore a vederlo, è ipnotico.
5.      Incomunicabilità, disagio esistenziale, alienazione sospesa tra vita e morte, una sorta di battesimo dell'anima.

 DA NON DIRE

1.      Ma sta roba? Cosa??? Dura 2 ore? Ma se non succede nulla!
2.      Andiamo via, dai.
3.      Con tutta sta acqua mi ha stimolato: devo pisciare.
4.      Ok ho "sodomizzato" il video, risposta del vostro accompagnatore: "si dice somatizzato!" e voi: "no no proprio sodomizzato, nel senso che ci ha preso per il culo!"
5.      Però che grande schermo, pensa ad averlo in salotto.

 
 

Davanti ad una foto e tela macchiata da spruzzi di vernice e sangue (Hermann Nitsch)
 
 DA DIRE

1.      Questa è un'esperienza sensoriale visiva, emotiva e pittorica unica: è arte!
2.      La tela è solo il risultato della complessità dello stato d'animo dell'artista.
3.      Il contemporaneo ha bisogno di spazio e di luce, in questa parete soffoca e non esprime appieno la forza esplosiva di cui abbisogna.
4.      Materia, colore, forme, sangue, vita, performance: questa è la complessità emozionale tra caos e ordine.
5.      Un grumo di colore diventa un grumo di sangue, dionisica esperienza tra thanatos ed eros.

 DA NON DIRE

1.      Ma secondo te è normale?
2.      Sembra una mestruo gigante!
3.      Tutto sto astrattismo e concettualismo a me sinceramente ha rotto un po' le balle. La pittura è fatta solo di figure, il resto non esiste.
4.      Ma che schifo! Dai sangue e colore e gente squartata… cos'è? La sagra dell'imbecille?
5.      Tutto questo pandemonio per far vedere un paio di tette al vento.

 


Davanti ad una scatoletta cilindrica del peso di 30 gr. contenente escrementi d'artista (Piero Manzoni)

 DA DIRE

1.      La complessità in un unico gesto dissacrante.
2.      Il prodotto d'artista è la provocazione stessa, è il riempire la società di tutto ciò che viene considerato uso e consumo: un collegamento tra arte pop e concettualismo derisorio.
3.      Siamo di fronte all'arte nella sua totalità: da un lato la poesia, l'artista cede una parte di sé, dall'altra l'ironia, cioè la presa in giro della società perbenista.
4.      Non c'è un'arte neodada più coinvolgente di quest'opera, niente sarà più come prima dopo questo gesto.
5.      È un pezzo di storia, una parte d'artista, solo una parola: commovente.

 
DA NON DIRE

1.      Io sarei un grande artista allora, regolarissimo mattino e sera!
2.      Ma la comprano davvero?
3.      È il caso di dirlo: siamo venuti a vedere una merda.
4.      Chissà quanto tempo ci è voluto per farla (sorridendo sornione e ironico)
5.      No! Non ci credo! Pure questa è diventata arte?

 
 

Davanti ad una statua che rappresenta un coito con Ilona Staller e l'ex marito (Jeff Koons)

DA DIRE

1.      È l'idea di una morta artistica tra il pop e il kitsch.
2.      Provocare è lo stile dell'artista sia in maniera ironica e satirica, sia come richiamo visivo.
3.      La dichiarazione dell'artista si esplica in questa scultura: "Credo moltissimo nella pubblicità e nei media. La mia arte e la mia vita personale sono basate su di essi".
4.      È puro atto, è un pathos di plastica, sterile e freddo come l'atto messo in scena, non vuole emozionare solo provocare.
5.      Iconizzata la figura della donna come mero oggetto sessuale, come prodotto di massa: l'artista è un genio contemporaneo!

 DA NON DIRE

1.      Questa è l'ultima vero? Poi abbiamo finito?
2.      Ah lo conosco è il marito di Cicciolina!
3.      Non dirmi niente: ho capito cosa rappresenta (ridendo sotto i baffi)
4.      È quello che ha fatto anche il Papa colpito dal meteorite? (quello è Maurizio Cattelan!)
5.      Che porcata!
 
 
 
Dentro una sala completamente buia ricoperta di sassi con schermo che proietta filmati storici sul fondo (sala buia...immagine nera!)

DA DIRE

1.      Il buio, il passato storico che passa davanti agli occhi e il rumore dei sassi: è la rievocazione di un ventre materno.
2.      Un'opera di denuncia complessa in cui lo spettatore è chiamato in causa con la sua muta partecipazione.
3.      Si è soli nel silenzio, senza luce, senza aria, solo il rumore dei passi sui sassi ci riporta alla realtà e conduce all'esperienza emozionale verso un'effimera luce dato da uno schermo tv, un Grande Fratello che osserva e coinvolge.
4.      È la metafora dell'uomo moderno: solo con se stesso e cieco alla visione.
5.      Il cuore arriva alla gola nel sentirsi persi tra i silenzi e le immagini del tempo passato: fascino e mistero si fondono.

 DA NON DIRE

1.      (è buio…silenzio…siete soli) Ah scusa eri tu, non volevo…ti ho toccato per sbaglio…
2.      Ma la luce dov'è? Cos'è sto buio?
3.      …ok siamo dentro da dieci minuti e quindi? Che si fa?
4.      Io esco, ti aspetto fuori.
5.      Oh per poco non mi ammazzavo con tutti 'sti sassi.

 Massimiliano Sabbion
 
Vecchiato Arte S.r.l.
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