Friday, October 30, 2015

"Sacrificio o maledizione?" Halloween nell'arte e nelle paure




A Federica,
perché la vita è magia, mistero, follia…e lei lo sa e la vive!

 
31 ottobre, festa di Halloween.

Questa data ha assunto ormai da diversi anni un aspetto puramente consumistico finendo per oscurare invece i significati originari per i quali era nata.
 
 
Una vera e propria festa in costume che dilaga in varie parti del mondo: dagli Stati Uniti, all'Australia per finire in Europa, in paesi che si slegano dal significato dal carattere pagano - religioso a favore invece di una tradizione votata al divertimento e al consumismo.

 
Il gusto per il macabro, l'horror, il mondo occulto e oscuro si lega a culti pagani antichi che spostarono l'attenzione su una giornata particolare, nel quale si segna il passaggio alla "morte" vista come accadimento naturale della vita e della forza generatrice stessa, all'inizio della stagione invernale, fondendo il culto e il rispetto per i morti e l'esorcizzazione delle paure legate a forze soprannaturali che si fusero poi con la Festa di Ognissanti fissata dalla chiesa cristiana il primo novembre.

 
Una sovrapposizione di sacro e profano, di mondo pagano e mondo cristiano; come tutte le credenze religiose, il dualismo tra bene e male sfocia in feste che tendono a scongiurare e allontanare le forze negative e la paura.

 
Fin dagli albori dell'umanità le forze della natura, amalgamate con la religione, si caricano di segni e significati che, spesso, si traducono in riti apotropaici propiziatori che sfociano in uno dei linguaggi visivi più immediati: l'arte.

 
Le pitture rupestri ricordano e fissano riti dedicati a favorire la caccia e a rendere grazie alle forze benevoli allontanando la sfortuna e il male. I primitivi segni sulle caverne di luoghi come Lascaux e la Grotta Chauvet in Francia, nella Grotta di Altamira in Spagna sono solo alcuni degli esempi rimasti.

 
Nel corso dei secoli l'arte è piena di riferimenti alle forze occulte, volte a terrorizzare e scacciare le stesse paure come nel caso dei famosi gargouille nell'architettura gotica presenti, ad esempio, nel Duomo di Milano e a Parigi nella cattedrale di Notre Dame che rappresentano demoni e mostri grotteschi in forma di doccioni per lo scarico dell'acqua.

 
Il proliferare di mostri in forma di drago attraversa tutto il medioevo con la figura di San Giorgio che uccide il mostro, simbolo di morte e distruzione per il mondo occidentale.

 
Il male nell'arte, così come il mondo dell'occulto, trova largo spazio nelle rappresentazioni nelle numerose "Danze della Morte" o nei "Giudizi Universali" dove il fascino viene dato dalla raffigurazione delle torture e della dannazione delle anime risorte al cospetto del Creatore.

 
L’armonia degli opposti si ritrova nella formula del dualismo tra bene e male concepita secondo una visione piacevolmente pagana.

 
Leggende, credenze popolari, filtri del mondo antico si riversano in esseri conditi di macabro e magia con le riproduzioni di fate, elfi, esseri fantastici che occupano il buio delle notti e popolano i racconti di scrittori e pittori.

 
Ritorna sempre il richiamo della morte, della caducità della vita in pieno Rinascimento con le vanitas, le nature morte che rappresentano teschi e oggetti che ricordano l'effimera condizione dell'esistenza umana. Qui una candela spenta, uno strumento musicale e un teschio simboleggiano la morte, così come l'orologio e la clessidra indicano il trascorrere del tempo, un fiore spezzato diventa la lettura della vita che alla fine appassirà.

 
 
 
In piena caccia alle streghe, nata nel 1400 e intensificatasi nel corso del 1500 per mezzo della Santa Inquisizione e la pubblicazione di un compendio per riconoscere le serve di Satana, il "Maleus Maleficarum" (il martello delle streghe) nel 1487, ad opera di due inquisitori domenicani, Henrich Kramer e Jacob Sprenger, la paura del mondo occulto prosegue e si intensifica con la diffusione di termini quali il Sabba, gli esorcismi, il Diavolo e soprattutto la paura, vera maestra e amica dell'ignoranza che fu la causa della condanna di migliaia di persone, soprattutto donne, tacciate di stregoneria solo per sospetto o per eccentricità.

 
Gli esempi visivi della caccia alle streghe resta nel ciclo delle "Pitture Nere" di Francisco Goya nella sua casa, la Quinta del Sordo, nella periferia di Madrid decorata tra il 1820 e il 1823. Raffigurazione delle paure di una generazione e di un pittore diventato sordo e isolatosi nella rappresentazione dei suoi fantasmi interiori, una metafora deformante attraverso pennellate rapide, nervose e angoscianti a cui dare voce a paure e simbologie.




 
Il dualismo tra bene e male vive e prosegue anche nel Novecento con materializzazioni di odi, guerre, paure del diverso (che sia lo straniero o l'omosessuale poco importa), si invoca la guerra per portare la pace e il cambiamento con il Futurismo, i corpi si scarnificano come nelle opere dei cubisti, si esibiscono nelle performance di body art o si aprono letteralmente, negli ultimi decenni, con Gunther von Hagens.


 
I teschi diventano il simbolo del successo e della ricchezza quando sono tempestati di diamanti come l'opera di Damien Hirst.

 
Le streghe si dotano di provocazione e arti seduttrici e sfidano le convenzioni maschiliste o il mondo perbenista come Lady Gaga o Madonna, una Malefica, strega de La Bella addormentata nel bosco, diventa sexy e buona: i buoni nascondono un pizzico di malvagità e i cattivi si redimono.

 
Il male si impadronisce della tecnologia tra social network e strumenti che diventano mezzi pericolosi per fanatismo religioso come gli esponenti dell'Isis.
 
 
Allora, come esorcizzare queste contemporanee paure?
Travestendoci una volta l'anno da fantasmi, zombie, morti richiamati dal passato, colorando i volti in emaciati parvenze ectoplasmiche, svuotando zucche, accendendo candele e bussando alle porte ripetendo la filastrocca: "Dolcetto o scherzetto?" che ricalca l'antica formula di avvertimento pagano "Sacrificio o maledizione?"

A voi la scelta…

 Massimiliano Sabbion
 
 
Vecchiato Arte S.r.l.
 
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