Thursday, May 7, 2015

inVECCHIATO ad ARTE. Esegesi di un'opera: Keith Haring,Tuttomondo (1989)


 
"Pisa è incredibile. Non so da dove cominciare. Mi rendo conto ora che si tratta di uno dei progetti più importanti che io abbia mai fatto"
(Keith Haring, 19 giugno 1989)

Tuttomondo è un grande murale realizzato da Keith Haring nel 1989 sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant'Antonio abate a Pisa.
È il più grande murale mai realizzato in Europa, l'ultima opera pubblica dell'artista statunitense, nonché l'unica pensata per essere permanente. Misura 10 m di altezza per 18 metri di larghezza

Keith Haring incontrò a New York un giovane studente pisano, Piergiorgio Castellani, che lo invitò a trascorrere un periodo di soggiorno nella città toscana. Grazie all'accordo raggiunto tra l'artista, il comune e il parroco del convento, si procedette con la realizzazione dell'opera.
 
 
 
 
L'artista dipinse il grande murale nel giugno del 1989, in soli quattro giorni.

Due video documentano l'intero processo di realizzazione: L'Arte in diretta, un videoclip di 5 minuti, e Tuttomondo, un'intervista documentario di 27 minuti. Entrambi i video sono stati girati dal regista Andrea Soldani.

Il titolo proposto dall'autore, direttamente in italiano, esprime a parole il significato simbolico rappresentato: un futuro in cui gli ideali dominanti siano unitarietà e pace.
Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l'armonia del mondo.
Al centro del murale si trova il simbolo di Pisa, la "croce pisana", rappresentata con quattro figure umane unite all'altezza della vita.
Più in alto, un uomo sorregge sulle spalle un delfino, a sinistra compaiono un cane, una scimmia e un volatile: il legame dell'uomo con la natura è indispensabile per l'armonia del mondo.



 
In alto a destra un paio di forbici, a simboleggiare il bene, rappresentate come l'unione di due figure umane, tagliano in due un serpente, a simboleggiare il male.
Una donna con in braccio un bambino e un uomo con un televisore al posto della testa rappresentano il contrasto tra la naturalità della vita e la tecnologia che ne stravolge i ritmi.
Due gemelli siamesi al centro, uniti nel tronco, e altri due a destra uniti all'altezza delle spalle, sono probabilmente una condanna ai disastri nucleari.
In basso, al livello della strada, è stata raffigurata una figura gialla che cammina: rappresenta il pubblico, un passante o un turista, che dedica un momento di riflessione all'opera, prima di proseguire in direzione della Torre di Pisa.

Nel 2011, a circa vent'anni di distanza dalla realizzazione dell'opera, la Fondazione Haring diretta da Julia Gruen ha valutato seriamente l'opportunità di ripulire il murale di piazza Sant'Antonio. La fondazione statunitense ha affidato i lavori alla Caparol Center, ditta che già si occupò nel 1989 di fornire gratuitamente la vernice per colorare il dipinto.

 

 

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