Thursday, April 16, 2015

inVECCHIATO ad ARTE. Esegesi di un'opera - Vincent Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi (1890)


 
È un olio su tela (50,5x103 cm) conservato nel Van Gogh Museum di Amsterdam.

Nonostante ritorni l'accoppiamento giallo-blu, esso ha perso ogni nota gioiosa. La tela è dominata da un'atmosfera cupa, carica di presagio, e il volo di corvi non alleggerisce in alcun modo la tensione. I colori, sovraccaricati, sono stesi con una pennellata franta e spigolosa.

Van Gogh non utilizza il pennello ma colpi di spatola per stendere il colore che appare denso, materico e quasi scultoreo nella sua prepotenza, vere frustate di colore.
Il vento scompiglia il campo di grano come mare in tempesta, il solco dai toni rossastri del sentiero tagliano il dipinto. Su tutto predominano i tratti neri e drammatici delle ali di corvi neri che scendono in diagonale creando punti di tensione.
È la rappresentazione di un'imminente tempesta che si sta per abbattere su un campo di grano delimitato da tre sentieri dai quali si alza in maniera cupa uno stormo di corvi neri volando in modo scomposto e disordinato.

La percezione di pace e serenità si perde in questo quadro: il campo è deserto e non c'è presenza umana, correnti di movimenti e turbini dialogano tra terra e cielo.
Un senso di solitudine e di vuoto pervade tutta la composizione riflette lo stato d'animo dell'artista pieno di angoscia e tormento, una sofferenza sulla realtà che lo circonda.

Nel febbraio 1890 Van Gogh aveva scritto da Saint-Rémy, spinto dalla necessità di farsi "scusare del fatto che i miei quadri sono quasi un grido d'angoscia" (lettera a Wil 20, metà febbraio 1890).

Il trasferimento ad Auvers lo aveva in un primo momento rasserenato, grazie al sodalizio con il dottor Gachet. I suoi quadri, inoltre, esposti presso il Salon des Indépendants e Les XX, a Bruxelles stavano cominciando a raccogliere i primi consensi e Theo aveva avuto un figlio, battezzato Vincent.

All'inizio di luglio, però, le cose precipitarono nuovamente. Il fratello ebbe seri problemi professionali e la moglie e il figlio caddero gravemente ammalati. Vincent si recò a Parigi a trovarlo, ma le preoccupazioni del fratello gli tolsero le certezze faticosamente riconquistate. Aveva sempre vissuto con colpevolezza la propria dipendenza economica da Theo e lo sconforto gli fece rinascere il terrore di nuove crisi.
Giunse addirittura a rompere i rapporti con il dottor Gachet, restando così completamente isolato. La sera del 27 luglio andò in campagna e si sparò un colpo di pistola, morendo dopo due giorni, assistito dal fratello.
 
Il campo di grano con corvi, insieme alla Chiesa di Auvers, può essere considerato il suo testamento artistico e spirituale. Dipinto pochi giorni primi del suicidio, riflette il dramma esistenziale del suo autore.

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