Wednesday, November 27, 2013

L'azione dell'artista mette in luce le obsolescenze di parti della società: Hikari Kesho e Venezia.

(Comunicato stampa - da Hikari Kesho)

Una donna con il corpo libero da vestiti, bellamente sospesa ad un lampione in Piazza San Marco secondo gli stilemi di una raffinata arte nipponica  e la notizia è rimbalzata sull'Ansa, Panorama, Corriere della Sera, quotidiani locali, blog italiani ed europei.

Molto si è scritto, sempre tralasciando il soggetto: una bella immagine. Si è scritto dello shibari, dello scandalo, delle sanzioni, del preservare Venezia, di cosa è arte e di cosa non lo è.

Come se chi ha scritto fosse privo di occhi e non riuscisse a vedere in quella fotografia una composta ed eroticamente elegante immagine ma andasse direttamente a scandagliare le “sovrastrutture” della propria psiche solleticate da nudità, erotismo, messa in discussione di immagini stereotipate di rassicuranti e tradizionali cartoline.

Erotismo e bellezza non fanno forse parte delle nostre vite? Sono anzi uno dei motori principali del nostro agire, riassunti nella parole “amore”:

 “L'amore è un divino fanciullo che aborre la vergogna. “ 

diceva Casanova da virtuoso libertino.

Venezia, simbolo di bellezza ed erotismo, anticamente nota più per i suoi piaceri che per le sue mercanzie, sicuramente gradisce più la bellezza muliebre che astrusità moderne di titanica inutilità.

Non si sa come avrebbero commentato la notizia il citato Casanova o un Lord Byron di passaggio ma sulla moderna piazza digitale si è scritto:

”Poi capita d'imbattersi nella foto che ti colpisce al primo sguardo. E la guardi e la riguardi perché non capisci come mai ti piaccia tanto ...”

obiettivo centrato.

Hikari Kesho


Nota1: non è un fotomontaggio : http://vimeo.com/75410121

Nota2...neppure l'immagine seguente, forse un problema più stringente per Venezia.



(si allega una selezione di commenti reperibili sul Web):

In risposta all'articolo apparso su Panorama


Credo che si sia trovata di fronte qualcosa che ancora non è riuscita a capire. E invece di essere lei ad approfondire, svolgendo bene il suo lavoro, si è solo bagnata, come ha accusato Hikari, di notizie superficiali sull' argomento, e ha reagito con astio. Va da se che un'esperienza del genere attrae sicuramente una buona percentuale di donne, ma la natura umana sopratutto se consapevole dei limiti della propria fisicità, reagisce con negazione sminuendo la pratica. E' la nostra parte meschina  Se fosse stata una giornalista seria , probabilmente sarebbe andata oltre le sue paure e avrebbe cercato quanto meno di capire un mondo che ormai non è più tanto nell'ombra. Peccato per lei e per la sua professionalità

Io d arte non conosco molto ma sono entrata nei più grandi musei contemporanei al mondo senza volutamente conoscere gli autori di opere di cui la loro visione mi trascina in emozioni forti.... E' questo mi è accaduto vedendo la prima volta una tua opera ...ne ho viste altre e poi altre e tutte riuscivano a dare emozioni , a volte chi scrive si dimentica di guardare

Ho letto "l'articoletto", timida critica che esprime idee legate, quelle si da corde ben più pesanti, che sebbene immateriali limitano i movimenti del pensiero di chi prova ad esprimerlo scrivendo un'articolo senza, (a giudicar dall'elenco di paragoni che fa), comprendere di cosa sta parlando.
Chi scrive l'articolo mi sembra molto più interessato a farci sapere la sua cultura personale nel conoscere nomi e attività di altri artisti piùttosto che farci sapere quello che a un lettore interesserebbe davvero.
Non certo l'elenco di chi prima di te ha fatto bondage o shibari.
Ti ha mai intervistato? ha mai intervistato una tua modella? ha mai assistito a una sessione di bondage in vita sua? allora di che sta parlando mi chiedo, se si limita a citare esempi del passato, limitandosi a fare un paragone senza notare l'evoluzione da dove si è partiti.
E' come se uno criticasse il film "la grande bellezza" dicendo solo che anni fa fu girata "la dolce vita". E' una critica che sento fare francamente, e ovviamente è del tutto campata sul nulla, perché chi la fa non nota o non riesce a sentire le sensazioni introspettive e profonde che differenziano notevolmente i due film che superficialissimamente potrebbero rassomigliarsi.
E cosi sento campata sul nulla la critica verso il tuo lavoro, semplicemente perché non c'è una critica nell'articolo, ma un elenco di nomi che hanno fatto bondage prima di te.
E come se uno criticasse un artista figurativo, musicale dicendo che prima di lui anche altri hanno dipinto o hanno composto musica.
In pratica in quell'articolo ci si sta limitando a dire che le cose che fai sono già state fatte, ma una critica dovrebbe invece essere capace di vedere in che modo cose già fatte ora si sono evolute, quale sia la motivazione nuova nel farle, quale sia il senso artistico di tanto da farsi.
Ma sono concetti troppo artistici, introspettivi, perché un'articolo di 20 righe possa solo provare ad esprimere.
A me non piace chi cita altri autori quando scrive o parla, in quanto penso sempre che chi lo fa non è capace di esprimere proprie idee e si appoggia, per dar forza a ciò che dice e in cui neanche poi crede, agli autori del passato.
Purtroppo però ora mi trovo costretto a citare anche io un artista, ma non per dare forza al mio pensiero, ma solo per non sembrare l'autore dell'esempio che sto per esprimere.
Questo importantissimo artista paragonava il genere umano a un triangolo con la punta rivolta verso il futuro.
Mentre la base del triangolo è il presente.
Sulla base così ampia pascolano tutti i contemporanei che vivono nel presente, e sono la maggioranza, mentre sul vertice, cosi ristretto, esistono pochi uomini già proiettati nel futuro.
Come può un uomo contemporaneo che vive sulla base del triangolo comprendere chi sta già sul vertice già proiettato nel futuro?
Non può farlo, e lo comprenderà solo quando, con lo scorrere del tempo anche la base del triangolo arriverà dove ora si trova il vertice.
Quindi in parole povere, non demordere che se giornalisti e critici non ti comprendono oggi, significa solo che stai facendo un buon lavoro, che sei avanti a loro, sei sul vertice che raggiungeranno tra anni, come tutti gli artisti che non fanno ciò che la comune corrente contemporanea detta loro.
Fottitene, e purtroppo l'articolo è in digitale e non lo puoi neanche usare come se fosse stampato su carta.
Inoltre metti in conto un'altra importante verità. Se presto o tardi inizierai ad avere successo, magari anche riconosciuto, i tuoi migliori amici diventeranno i tuoi più spietati critici, perché chi ti vede crescere e poi ti vede distanziarti perché la tua arte ti porta lontano, inizia a rosicare, e nel rosicare ti criticherà per invidia a cattiveria. Quindi finché giornalisti ti faranno critiche come questa avrai un sacco di amici a coccolarti

Vorrei tanto poterle rispondere...  possibile che una giornalista -perchè se viene pubblicata dal mio punto di vista deve esserlo- non sia in grado di scrivere articoli ? . Anzitutto la forma con cui è stato proposto l'articolo fa trapelare in maniera imbarazzante il fatto che NON sia un articolo...in quanto non ne rispetta la forma e siamo onesti anche il lessico lascia a desiderare.... Direi che prima di prendersi la licenza di scrivere articoli (o presunti tali) di recensione ci vorrebbe un discreto lavoro sulla cultura personale della suddetta...e perchè no, anche dell'argomento trattato. Concordo però su un punto, che in occidente lo shibari rimane ostico al palato dei più....ma questo solo perchè non gli viene dato spazio e modo di brillare come riesce a fare all'estero....


Foto bellissima e performance sicuramente chiacchierata anche troppo. Pochi sanno cogliere la bellezza di una ragazza [adulta e consenziente, anzi.. sorridente e felice addirittura!] sospesa da corde annodate con tecniche antichissime.
Complimenti a tutti quelli che hanno ideato e realizzato il tutto!!

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