Monday, April 27, 2015

27.04 - 01.05 - News e mostre della settimana


QUESTA È GUERRA! 100 ANNI DI CONFLITTI MESSI A FUOCO DALLA FOTOGRAFIA
Dal 28 Febbraio 2015 al 31 Maggio 2015, Palazzo del Monte di Pietà - Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Padova
Questa è guerra! racconta un secolo di guerre attraverso 120 immagini , selezionate da Walter Guadagnini, tra le più emblematiche dei diversi conflitti. 
L’invenzione della fotografia cambia radicalmente la rappresentazione della guerra: il racconto diventa soprattutto immagine, sintesi, evidenza, emozione, con una diffusone planetaria prima inimmaginabile. La Grande Guerra, la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, il Vietnam producono reportages leggendari come quelli di Capa, Cartier-Bresson, Jones Griffiths. Le guerre recenti, in ex-Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e quelle contemporanee e ancora in corso in Congo, Libia, Palestina, Sudan, sono testimoniate sempre più da cittadini-reporter.
La mostra – la prima del genere in Italia – presenta alcune caratteristiche particolari, che la rendono un evento in grado di attirare l'attenzione di un vasto pubblico di appassionati non solo di fotografia, ma anche di storia e di costume.
A queste immagini, si accompagnano poi i giornali del tempo, documentari, la possibilità di visitare siti web particolari che offrono spunti di riflessione sugli eventi e soprattutto sul rapporto tra guerra, fotografia, informazione e documentazione.
Una mostra realmente multimediale, con al centro le immagini, e gli uomini e le donne.
Telefono per informazioni: +39 049 8234800
E-Mail info: info@studioesseci.net
 

 AVANGUARDIA RUSSA A VILLA MANIN. CAPOLAVORI DALLA COLLEZIONE COSTAKIS / ALEKSANDR RODCENKO. FOTOGRAFIA
 Dal 07 Marzo 2015 al 28 Giugno 2015, Villa Manin - Codroipo | Udine
 
Dopo l’esposizione a Torino, oltre 300 opere della straordinaria collezione di George Costakis, per la prima volta in Italia dal Museo Statale d’Arte Contemporanea di Salonicco, saranno esposte dal 7 marzo al 28 giugno nelle sale della splendida Villa dell’ultimo Doge di Venezia.
Una mostra enciclopedica capace di mettere in luce, grazie alla varietà e alla ricchezza dei lavori presentati, le diverse e ancora poco conosciute anime dell’arte sperimentale russa e di svelare la storia e la personalità di quell’uomo – quel “pazzo greco”- che sfidando i divieti del regime stalinista riuscì a collezionare migliaia di opere di artisti russi dei primi decenni del Novecento, evitandone la distruzione e la dispersione.
Dipinti, gouaches, acquarelli, lavori d’arte applicata dei principali protagonisti di quella stagione, documenti e un nucleo importante di disegni sull’architettura costruttivista – per un’esposizione che a Passariano (Udine) si arricchisce di un ulteriore nucleo di prestiti, eccezionalmente ottenuto dal Museo greco: tra questi alcuni dipinti di Malevič e di Rodčenko mai esposti nel nostro Paese, che verranno affiancati agli altri capolavori in mostra.
Telefono per informazioni: +39 0432 821211
E-Mail info: info@villamanin.it
Sito ufficiale: http://www.villamanin-eventi.it
  
NEWS
 
 
A TORINO ESPOSTO IL RITRATTO DI LEONARDO (DAL 24 APRILE AL 2 GIUGNO)
 Torino - L’Autoritratto di Leonardo da Vinci, una delle più importanti espressioni dell’arte del Rinascimento, ha lasciato il caveau della Biblioteca Reale di Torino alla volta di Palazzo Madama.
Il disegno, che per ragioni conservative esce dal suo buen retiro dorato solo in circostanze eccezionali, questa volta interrompe il rigido protocollo per essere esposto nella Sala del Senato in occasione dell’Expo di Milano e dell’Ostensione della Sacra Sindone a Torino.
Fino al 2 giugno, il pubblico potrà fissare le fattezze ormai anziane del maestro con la consapevolezza di guardare in faccia il talento più straordinario del mondo all’interno di uno speciale allestimento che consentirà di approfondire la storia dell’opera.
 
 
ONLINE LE MERAVIGLIE DI VENEZIA
Venezia - “Meraviglie di Venezia - Tesori sacri e profani nell’area di San Marco”, è il nome dell’ambizioso progetto di digitalizzazione del Tesoro della Basilica di San Marco e di ricostruzione virtuale della Tribuna di Palazzo Grimani e dello Statuario Pubblico della Serenissima.
Fresco vincitore dell'edizione 2015 del “Premio per il patrimonio culturale dell’Unione europea/Europa Nostra Awards” nella sezione relativa alla “Ricerca e digitalizzazione”, questo museo virtuale strategico ai fini della conoscenza e del patrimonio nell’area in cui si concentrano i più grandi tesori della Laguna.
La piattaforma, che è consultabile online dal 15 aprile 2015, mette a punto un intervento di valorizzazione culturale tradotto in dieci lingue che interessa oltre 400 opere storiche artistiche di rilevanza mondiale mettendo al loro servizio multimedialità e tecnologie per la rappresentazione 3D.

 

Friday, April 24, 2015

Anonimi e apparizioni. Arte e moda oggi?



 Che cos’è la moda oggi?

Una domanda rivolta sempre più spesso agli stilisti e addetti del settore e dove molteplici e soggettive risultano poi le risposte date.

La moda è e rimane un’industria, una forma espressiva di un immaginario collettivo a cui si associano tecniche di lavorazione e produzione che passano dall’artigianato sartoriale alla riproduzione su larga scala. Ma ciò che più rimane legato alla risposta è senza dubbio l’idea che la moda, amata, odiata, criticata, lacerata da innumerevoli fronti resta un aspetto unicum della nostra contemporaneità ed esistenza.

Quindi anche osare e combinare stili e mode diverse diventano una forma di accentuazione caratteriale e artistica senza limiti, senza barriere ideologiche.
Nel vestito si riassumono diverse realtà, si passa dalla funzione primaria di coprire e vestire il corpo a quello simbolico che associa l’abito all’appartenenza di un particolare ceto sociale, uno status civile, religioso, comunitario.

 
Che cos’è l’arte oggi?
 
Un interrogativo che si presta a innumerevoli contraddizioni e responsi: nel mondo odierno l’arte non si presenta più solo nei musei, nelle gallerie o nelle fondazioni, luoghi istituzionali in cui l’opera d’arte è sempre stata fruibile.

Nuovi artisti e nuovi comunicatori del processo creativo si sono affacciati nella collettività in questi ultimi tempi: da artisti video che diventano registi come Michel Gondry (Se mi lasci ti cancello; L’arte del sogno), David LaChapelle (Rize. Alzati e balla), Steve McQueen (Shame), ai writers di nuova generazione, responsabili di un contatto espressivo esplicato nei muri della città, utilizzati spesso per denunciare o dare vita a un’arte non istituzionalizzata.
 
 
Il particolare caso del writer inglese Banksy desta l’interesse collettivo grazie ai suoi lavori di guerrilla art attraverso l’utilizzo di stencil con cui è riuscito ad affermarsi presso gli street artist di tutto il mondo.
Gli stencil di Banksy sono contraddistinti da figurazioni particolari e brillanti, a volte unite da uno slogan il cui messaggio di solito è anti-capitalistico e anti-istituzionale, spesso contro la guerra e a favore della pace.

 
 
Banksy è un artista anonimo, non si conosce la sua vera identità, in un mondo dove tutti puntano ad essere protagonisti, dove anche la persona comune vuole vivere il suo momento di gloria tra proliferare di reality, Grande Fratello e concorsi televisivi vari, tutto si fa moda e spettacolo.

È il mondo ipotizzato da Andy Warhol in tempi non sospetti…“Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti”.

Infatti Banksy va controtendenza, Brad Pitt, collezionista delle opere dell’artista, ha detto: “Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi. Ma lui ha l’anonimato”.

Sempre più il rapporto tra arte e moda si fa imprescindibile sia nella storia dell’arte che in quella del costume: entrambe traggono ispirazione l’una dall’altra.
 
Massimiliano Sabbion

Thursday, April 23, 2015

inVECCHIATO ad ARTE. Esegesi di un'opera: Bansky - RATS


 
Con i suoi stencil il writer Banksy dà il via ad immagini singolari e umoristiche, spesso accompagnate da slogan.
Messaggi rivolti contro la guerra, l'anti-capitalismo e anti-istituzionale e a favore della pace. I suoi soggetti sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa "cabina telefonica assassinata".

Londra si trova nei primi anni del 2000 sparsa degli stencil di topi, la famosa serie Rats creata dall'artista.
Curiosamente anagrammando la parola RAT si ottiene ART (arte) e per stessa ammissione dell'autore, una pure coincidenza.



 
Perché i topi? Il soggetto non a caso è scelto in quanto come animale i l topo è odiato, cacciato e perseguitato eppure cosi piccolo è capace di mettere in ginocchio intere civiltà.

"Se sei piccolo, insignificante e poco amato allora i topi sono il modello definitivo da seguire".

I topi reallizati sono intenti nelle più svariate azioni invadendo Bristol prima e Londra poi per apparire e "infestare" grandi città come Londra, Parigi, New York.

Banksy ha raffigurato molti topi a Londra aventi un cartello in mano con i più svariati messaggi, dal simbolo della pace, al simbolo dell'anarchia, a un semplice messaggio "I <3 London". Quest'ultimo è stato successivamente modificato dal "collega" di Banksy, Robbo, con la scritta "I <3 Robbo" come provocazione e sfida verso il graffitista di Bristol.


 
Spesso Banksy riproduce, capovolgendole o sovvertendole in modo ironico, immagini di opere d’arte, di Leonardo da Vinci, Edward Hopper o Andy Warhol, o simboli della cultura popolare occidentale.

I topi non sono nuovi nella simbologia artistica contemporanea, basti pensare al romanzo a fumetti Maus di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale ed incentrato sulla tragedia della Shoah, sulla base dei racconti del padre dell'autore, un sopravvissuto ad Auschwitz.

Dove i protagonisti sono rappresentati come animali in base alle caratterizzazioni e posizioni sociali grazie ad una serie di metafore: gli ebrei sono raffigurati come dei topi (Maus in lingua tedesca significa proprio "topo"), e sono contrapposti ai nazisti dipinti come gatti; i francesi diventano rane, i polacchi maiali, gli americani cani e così via.


 
Moderni esseri che si insinuano nelle città, nella società e colpiscono viscidi i simboli della civiltà, i topi come i graffiti e i graffiti come i topi, parte di una stessa medaglia.
 
Massimiliano Sabbion
 
 

Wednesday, April 22, 2015

Monografia d'artista: Banksy (1964)


 
"Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico.
Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi.
Ma lui ha l'anonimato."
(Brad Pitt)
 
Banksy è uno dei maggiori rappresentanti della Street Art contemporanea, non si sa quale sia il suo volto e il suo nome, è cresciuto nel pieno anonimato a Bristol e a Londra poi disseminando le sue opere poi in tutto il mondo: New York, Barcellona, Parigi, Napoli, Betlemme, Ramallah e Abu Dis.

Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. La tecnica che preferisce per i suoi lavori di Guerrilla Art è da sempre lo stencil.

Banksy iniziò la sua carriera di artista alla fine degli anni ottanta nella crew "Bristol's DryBreadZ" (DBZ), firmandosi Kato e Tes. Nel 1998 organizzò l'enorme raduno di graffitari Walls On Fire, insieme all'amico di Bristol e leggenda dei graffiti Inkie.

Nell'agosto del 2005 Banksy ha realizzato dei murales sulla barriera di separazione israeliana, costruita dal governo israeliano nei territori della Cisgiordania (soprattutto a Betlemme, Ramallah e Abu Dis), combinando varie tecniche: realizza cosi squarci nel muro con la tecnica del trompe l'oeil che permettono di "vedere" cosa c'è dall'altra parte.

Nel 2007 è ritornato a Betlemme per effettuare ulteriori murales, assieme ad altri artisti, tra cui gli italiani Blu e Ericailcane.

Nel 2008 Banksy organizza il Cans Festival, in un tunnel abbandonato vicino Leake Street a sud est di Londra. Per l'evento realizzerà alcune opere insieme ad altri trentanove "stencil artists" da tutto il mondo tra cui: il francese C215, Btoy, Dotmaster, Dolk, Faile, Hero, Logan Hicks, Mr. Brainwash, Pøbel, Prism, Roadsworth, Sadhu e Vhils. All'evento parteciperanno anche gli italiani Sten Lex, Lucamaleonte e Orticanoodles.

A Napoli, in Via Benedetto Croce, realizza uno stencil che rappresentava una reinterpretazione della Santa Teresa del Bernini, raffigurata con in mano delle patatine e un panino, simbolo del consumismo.
L'opera è stata cancellata nel maggio 2010 da Hes, un writer napoletano che l'ha coperta con un enorme murales. In Piazza dei Gerolomini, poco distante da Via Benedetto Croce, è visibile la Madonna con la pistola.

Nell'ottobre 2013 Banksy è a New York per una serie di lavori che intendono ridefinire i muri dei quartieri cittadini, da Staten Island all'Upper West Side, passando per South Queens e Tribeca.

Su di lui è stato realizzato nel 2012 il documentario Exit Through the Gift Shop.
 








 

Tuesday, April 21, 2015

Dalla Street Art all'arte emozionale


 
Le opere della strada ritornano nelle gallerie, spaziano nei musei e ripercorrono al contrario quello che qualche decennio fa avveniva: l'abolizione degli spazi per la presa di possesso del mondo esterno.

Si parla oggi di artisti nati "sui muri" e con linguaggi desunti dai fumetti o dai manga, saltano fuori dal cilindro i nomi storici di Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, al quale si affiancano le nuove leve artistiche di Banksy, Blu, Anthony Lister, Takashi Murakami, Os Gemeos e tra i padovani Alessio B., Tony Gallo e Kenny Random.

Keith Haring
 
Jean-Michel Basquiat
 
Banksy
 
Quella proposta nel decennio corrente non è solo una nuova tappa ed evoluzione della Street Art, che è passata ad essere l'espressione dell'arte contemporanea per eccellenza, ma un percorso che segue di pari passo l'evoluzione sociale, globale e tecnologica delle nuove generazioni.

Cultura fatta di rabbia, sofferenza, ribellione sono alla base di questo fenomeno underground che rappresenta l'esigenza di porre un linguaggio nuovo che caratterizza una crisi d'identità delle culture giovani che cercano punti di riferimento continui.
Sociologici, storici e critici d’arte e studiosi focalizzano sempre più frequentemente la loro attenzione sul mondo dei murales, dei graffiti.


Tony Gallo
 
La grande rivoluzione della Pop Art negli anni Sessanta del Novecento si occupa della strada in quanto “infettata” l’arte tradizionale con oggetti profondamente banali di tutti i giorni; ecco allora che molti artisti di strada si sentono direttamente collegati a questa forma d’arte, per questo suo essere così ricettiva in tutti i campi della vita umana, così aperta alla comprensione di tutti.

Il writing vero e proprio, nasce a Philadelphia nei tardi anni Sessanta per poi svilupparsi nei primi anni Settanta a New York che da questo momento diventerà il fulcro dell’intero movimento fino ai giorni nostri.

Alessio B.

Kenny Random

Blu
 
Siamo nell’era che Mc Luhan definisce del “villaggio globale”, espressione ormai consumata e usata dal sociologo per indicare, come con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, tramite l’avvento del satellite che ha permesso comunicazioni rapide in tempo reale e a lunga distanza, il mondo sia diventato piccolo e abbia assunto l’aspetto di un villaggio.

L'arte contemporanea di questo nuovo secolo fa proprio questo: rende globale la trasmissione dati attraverso il web, gli smartphone, i social network e viene data a tutti la possibilità di produrre ed esprimere le proprie sensazioni, la propria arte, di lasciare il proprio messaggio, di segnare il territorio, travalicando le norme per imporre la propria libertà di pensiero e azione.

 Massimiliano Sabbion
 
Vecchiato Arte S.r.l.
Web site: www.vecchiatoarte.com
Twitter: @vecchiatoarte
Facebook: https://www.facebook.com/vecchiatoartgalleries
Blog: http://vecchiatoart.blogspot.it/
Tel: +39 (0)49 8561359
Fax: +39 049 8710845
Invia email: info@vecchiatoarte.it
 

Monday, April 20, 2015

20/04 - 24/04 - News e mostre della settimana


 
ELLIOTT ERWITT. RETROSPECTIVE

dal 18 Aprile al 30 Agosto 2015, Lu.C.C.A. Museum - Lucca

 
Il 18 aprile il Lu.C.C.A. Museum apre le sue sale ad una retrospettiva dedicata alla carriera artistica di Elliott Erwitt. 136 scatti ripercorreranno 60 anni di attività del fotografo all’interno di un’esposizione curata da Maurizio Vanni e realizzata in collaborazione con Magnum Photo.

Si tratta della terza mostra organizzata in sinergia con l’agenzia parigina insieme a quelle dedicate ad Henri Cartier- Bresson e Robert Capa, quest’ultimo vero e proprio mentore di Erwitt che in qualità di socio fondatore lo invitò ad unirsi a Magnum Photos nel 1953.

Vicino al carattere intimo, ludico, impertinente e non convenzionale di scatti che spesso sanno catturare istintivamente la forza di un momento senza ricorrere ad artifici, Erwitt matura nel tempo grandi capacità tecniche e un gusto singolare per la composizione narrativa molto prossimo al cinema, distinguendosi come un osservatore intelligente e dotato di fervida immaginazione e definendo uno stile autoriale proprio.

Telefono per informazioni: +39 0583 492180
E-Mail info: info@luccamuseum.com
Sito ufficiale: www.luccamuseum.com
 

 
IL DEMONE DELLA MODERNITÀ.
PITTORI VISIONARI ALL'ALBA DEL SECOLO BREVE
 Dal 14 Febbraio 2015 al 14 Giugno 2015, Palazzo Roverella - Rovigo

L’irrompere della modernità nel mondo tardo Ottocentesco e il suo deflagrare nei primi tre decenni del “secolo breve” sono il soggetto vero di questa sorprendente mostra affidata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a Giandomenico Romanelli, curatore della fortunatissima mostra che Palazzo Roverella ha dedicato quest’anno a L’Ossessione Nordica. Una modernità particolare, popolata da angeli e demoni, tra inquieto e ineffabile, tra conscio ed inconscio, tra prefigurazioni di morte e destini di luce.

È certo una mostra in grado di dare forti emozioni, che accosta a vitalismi sfrenati e ambigui eterei straniamenti, incubi e sogni. Una mostra insolita e forse unica, e non solo per l’Italia. E’ un viaggio, pregnante, forte, carico di emozioni che accompagna nelle profondità più oscure dell’inconscio e fa ascendere alle terse luminosità dello spirito.

Telefono per informazioni: +39 025 460093
E-Mail info: info@palazzoroverella.com
Sito ufficiale: http://www.palazzoroverella.com

 

Milo Manara incontra Caravaggio

Milo Manara presenta il doppio volume a fumetti “Caravaggio. La tavolozza e la spada”. L’opera, costatagli anni di lavoro basati sullo studio rispettoso delle fonti e delle testimonianze dell’epoca, ripercorre la vita, gli eccessi, gli appetiti e le passioni di Michelangelo Merisi negli anni della permanenza romana alla fine del Cinquecento fino alla rocambolesca fuga.
Gli episodi burrascosi che scandiscono la biografia del maestro barocco, compresi ovviamente i dipinti che realizzò, si animano con rigore nelle tavole di Manara che, a sorpresa, nel rappresentare Caravaggio trae ispirazione dalla fisionomia di Andrea Pazienza. Un’intuizione maturata sulla scorta delle assonanze biografiche tra le esistenze dei due artisti, paragonati da Manara a fiaccole che bruciano su entrambe le estremità e per questo si consumano più rapidamente emanando però molta più luce.

 Edita da Panini Comics, l’opera sarà inserita nella collana “Panini 9L” in due volumi, il primo dei quali sarà disponibile in libreria e fumetteria dal 30 aprile in due formati differenti: “Regular” e “Artist Edition”. Quest’ultima arricchita da una lettera che Manara indirizza a Caravaggio stesso.

 

 

Friday, April 17, 2015

Salone del Mobile 2015: ritorno al passato e tele bufale dell'Ikea

 
 
Quante volte di fronte ad un'opera d'arte è uscita l'esclamazione "Mmm come starebbe bene a casa mia…" certo, spesso le opere d'arte sono pensate per vivere in uno spazio fatto di gusto (proprio), arredamento e piacere dell'abitare.
La riflessione nasce oggi dall'evento della settimana dedicata al Salone del Mobile in programmazione a Milano in questi giorni.
La tendenza che si è riscontrata in questo salone, prova generale per il tanto atteso EXPO 2015, è dettata da un ritorno al passato…
Nei momenti in cui si respira aria di crisi la voglia di novità sembra frenata, quasi paura di osare e ci si rivolge ad un confortevole "trascorso dei tempi" con revival e rilanci di autori quali Sottass e Le Corbusier di cui ricorre il cinquantenario della morte, o Alessandro Mendini o Mario Bellini.
 
Voglia di passato ma anche attenzione alle nuove tendenze con una forte intensificazione al cromatismo che passa dai colori accesi agli abbinamenti a contrasto, fino ad arrivare alle trasparenze del vetro e alla casa che diventa oggetto d'arte e di design.
Pezzi d'arte che entrano nelle nostre case e dove il confine tra arte, design e riproducibilità alla portata di tutti può generare l'abbattimento dei limiti imposti dal mercato.
Nel video che segue viene proposto un esperimento fatto qualche tempo fa al museo di Arnhem, in Olanda: un ragazzo ha posizionato un dipinto di un autore emergente, Ikea Andrews e ha filmato le reazioni di un gruppo di esperti.

 
Alcuni hanno decretato la meraviglia del "capolavoro" passando a definire l'opera una moderna idea simbolista, altri sono rimasti colpiti dall'espressività paragonando le linee a visioni di caos mentali e ne hanno ritrovato le suggestioni della primitiva arte africana.
È stato chiesto poi di ipotizzare quali cifre possa valere secondo gli esperti esaminatori il dipinto e si sono susseguite somme e valutazioni: dai 200mila euro ai 2,5 milioni ma nessuno ha capito che si è di fronte ad una colossale presa per i fondelli, quella esposta su cavalletto è infatti di una stampa dell'Ikea pagata 7 sterline (9.58 euro)!
Questo gioco al massacro dell'arte è stato inscenato dal network televisivo LifeHunters, incaricato di smascherare la realtà del contemporaneo.

 
Il ragazzo che si è presentato come l'autore sorprende tutti poi affermando agli stupiti e ignari critici: «It’s from Ikea» e il pubblico si divide tra incredulità e risate, altri invece se ne escono silenziosi e vergognosi di fronte all'incapacità di riconoscere una banale stampa da un olio su tela.
Cosa insegna questo episodio? Ci aiuta a capire come spesso si prendano fischi per fiaschi e che banalmente le competenze raggiunte non sanno distinguere "sacro" da "profano", quindi, se non si distingue una stampa da un'opera d'arte come si fa a distinguere un vero artista da un burlone?
Ricapitolando: tutto quello che il Salone del Mobile milanese ha proposto è veramente "cosa buona e giusta" ed tutto è arte e design? Non può essere solo un abbaglio studiato ad "arte" per spacciare tele stampate come grandi opere?
A voi il giudizio…
Massimiliano Sabbion
 

 
Vecchiato Arte S.r.l.
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